Il commento di Luciano: sesta giornata di serie A

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Questo avvio di campionato sembra essere all’insegna dei colori  nerazzurri, almeno a quanto si è visto negli anticipi di Sabato 28 Settembre. Entrambe in trasferta, Inter e Atalanta si sono impadronite della scena a spese rispettivamente della Sampdoria e del Sassuolo, con prestazioni e punteggi che non lasciano nulla nemmeno alle critiche di parte. L’Inter a Genova gioca e segna con un primo tempo da applausi, mettendo ko la Samp nel giro di 2 minuti con Sensi e Sanchez. Era circa il 20°, Sensi tira, deviazione leggera di Sanchez e palla sul palo interno, quindi in rete. Passano 2 minuti scarsi e ancora Sensi sgancia un tiro che innocuo non è, perchè arriva a Sanchez che scatta sul filo del fuorigioco e insacca il 2-0. A inizio ripresa, Sanchez già ammonito incassa il cartellino rosso per una simulazione, accentuando (a giudizio dell’arbitro ma anche delle immagini relative) una caduta in area, Inter in 10. Per qualche minuto sembra poterne approfittare la Samp, che arriva al gol al 55′ con Jankto e accorcia. Ma le illusioni finiscono presto, perchè l’Inter non perde il filo e riprende a macinare gioco anche in attacco. Nel giro di pochi minuti, pure in inferiorità numerica, si rifà sotto con Gagliardini, che in pratica la chiude sul 3-1. Nulla da fare stasera con i ragazzi di Conte, la Samp si arrende ad una squadra che pare davvero candidarsi a ottime imprese.

Al Mapei stadium è la dea Atalanta a rifilare una scoppola da infarto al Sassuolo: alla fine del primo tempo, sono 4 i palloni che Consigli raccoglie dal fondo del sacco. Doppietta di Papu Gomez, Gosens e Zapata ed è quaterna, addolcita solo da un  golletto di Defrel che però  non rende l’onore al Sassuolo.
Nel frattempo, la Juventus si esercita in vista dei prossimi scontri, prima in Champions con il Bayer Leverkusen e subito dopo proprio con l’Inter a S.Siro. Con la Spal, partita non facile almeno per un tempo, con i ferraresi che difendono con grinta e frenano l’impeto bianconero. Poi prevalgono i diritti della classe e dell’esperienza, ad iniziare da Pjanic che confeziona un colpo da biliardo su invito di Khedira dal limite. E sul gol di Pjanic finisce il primo tempo. La ripresa vede la Spal in affanno, contro i bianconeri che insistono e trovano un muro nel portiere spallino Berisha, in diverse occasioni. Ma al 78′ anche lui si deve arrendere a CR7, che di testa chiude la gara su cross di Dybala.
Nella serie domenicale, riemerge la Lazio dopo la sconfitta di S.Siro, e si rifà il palato con un poker rifilato al Genoa. Goleador in sequenza, Milinkovic Savic (7′), Rdu (40′), Caicedo (59′), e Immobile al 78′ che va poi a suggellare l’armistizio con Inzaghi dopo le polemiche della scorsa settimana. Lazio che risale e si piazza con 10 punti in sesta posizione. L’altra squadra della capitale, la Roma, cattura i 3 punti in quel di Lecce, dopo un primo tempo in cui sono i pugliesi a creare buone occasioni, ma senza esito. Nella ripresa la Roma accelera i ritmi e dopo 10 minuti arriva al vantaggio con Dzeko, che raccoglie di testa un cross di Mkitaryan e schiaccia in rete. Punteggio che poteva diventare più consistente, se Kolarov non si fosse lasciato incantare da un grande Gabriel, che gli para un  calcio di rigore. Vittoria striminzita nel punteggio per la Roma, ma il Lecce esce acclamato dal suo pubblico.
Udine, tornano alla vittoria i friulani contro il Bologna di Mihailovic, è sufficiente un  solo gol di Okaka al 27′ per regalare i 3 punti preziosi alla squadra di Tudor.
Napoli torna di scena il Brescia di Balotelli, che riesce a mettere in apprensione la squadra di Ancelotti e segna il gol del 2-1, ma non è sufficiente ad evitare che il Napoli ne faccia due con Mertens e Manolas. Niente punti per il Brescia, ma un simpatico siparietto iniziale con SuperMario, che si presenta in campo con la figlioletta in braccio.
Cagliari, si dividono la posta la squadra locale e i veneti del Verona, che subiscono lo svantaggio al 28′ ad opera di Castro, lo stesso che aveva permesso al Cagliari di beffare il Napoli al S.Paolo solo pochi giorni prima. Ma il Verona non si arrende e insegue gagliardamente il pareggio, che al 66′ meritatamente arriva con Faraoni, anche se favorito da una vistosa scivolata di Pisacane che, nella propria area, si apprestava al rinvio e regala invece palla all’accorrente centrale difensivo del Verona, che insacca. 1-1 e tutti sotto la doccia.
Chiude la Domenica la partita di S.Siro tra Milan e Fiorentina, che vede nel primo tempo ancora gravi sofferenze sia in campo che in tribuna da parte rossonera. Milan che appare volitivo ma impreciso e spesso pasticcione, anche nei suoi uomini che dovrebbero essere più rappresentativi. Piatek, su tutti, si guadagna bordate di fischi per una serie di giocate poco convinte, con appoggi sbagliati ed errori di posizione che non sono di solito nel suo repertorio. Fiorentina meglio, più attenta e pericolosa, che poteva punire i rossoneri oltre l’1-0 maturato su rigore  alla mezz’ora circa, e realizzato da Pulgar. Dopo 10 minuti della ripresa, nuova tegola sulle teste rossonere: cartellino rosso a Musacchio, autore di un brutto fallo su Ribery, e Milan in 10! Le conseguenze appaiono nel giro di pochi minuti, la viola attacca e si porta al raddoppio con Castrovilli al 66′. Pochi minuti ancora, e il Milan rischia il crollo totale, ma Donnarumma si inventa pararigori e respinge un altro tiro dal dischetto di Chiesa, per fallo in area di Bennacer su Castrovilli. Non si salva però pochi minuti più tardi, quando all’80’ Chiesa si invola veloce nella trequarti rossonera, evita un paio di avversari e serve un gran pallone a Ribery, che con grande padronanza, aggancia, mette a sedere due difensori e sigla la debacle milanista in una serata da dimenticare, nonostante il gol di Leao che mitiga in minima parte la delusione. Una sconfitta (1-3) che suggella la crisi milanista.

Lunedì 30 Settembre, ore 20,45 a Parma si chiude il turno con Parma- Torino.

Arrivederci alla settima!

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