Con Fashion Week, 150 sfilate ed eventi culturali e privati, poi nove ore di musica no stop del Jova Beach party nello scalo di viale Forlanini e infine la stracittadina a San Siro sono le manifestazioni che hanno invaso la città in un’enorme girandola di colori, feste, incontri produttivi. E parlando di risultati positivi, per Milano Fashion Week, sono 4.600 circa a settembre i lavoratori in entrata a Milano nel settore della moda, tra commessi della grande distribuzione e dei negozi e operai dell’industria tessile, dell’abbigliamento e delle calzature secondo le previsioni
segnalate dalle imprese. Emerge da un’elaborazione sul mese di settembre 2019 della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con Anpal. Oltre 2.300, la metà, sono giovani fino a 29 anni. In totale rappresentano il 10 delle entrate previste nel capoluogo lombardo, dove, sempre in un mese sono quasi 48 mila i lavoratori attesi nei vari settori dell’economia del territorio. Ma occorre annotare anche l’estremo impegno delle Forze dell’Ordine, come relaziona Milanotoday “Il dispositivo di sicurezza organizzato dalla Questura – spiegano da via Fatebenefratelli – insieme ad Arma dei carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, coordinato dalla Prefettura, ha consentito che gli eventi si svolgessero nella massima sicurezza”. La polizia ha infatti intensificato i servizi di ordine e sicurezza, impegnando gli uomini dei commissariati insieme agli agenti delle Volanti, della Mobile, della Digos e della Polfer. Durante i controlli sono state identificate 130 persone e 40 sono state accompagnate in Questura per tutte le verifiche del caso. In una settimana, invece, i poliziotti hanno arrestato ventidue persone, tutte accusate di furto” Unica voce dissonante contro le regole di conformismo della moda, è quella di Gucci che scrive in una nota “divise, abiti da lavoro e indumenti di costrizione, inclusa la camicia di forza, sono stati inseriti in apertura della sfilata come la versione più estrema di un’uniforme imposta dalla società e da coloro che la controllano. Questi abiti hanno avuto unicamente la funzione di veicolare un preciso messaggio e non faranno parte della collezione in vendita”. La moda è“Un potere che, dettando le norme sociali, classifica e frena le identità personali.”