Tagli alle spese ed autonomia, l’opinione del consigliere Barucco (FI)

Politica

Si pensa al risparmio, in questi giorni, al Pirellone. Visti i tempi, non particolarmente floridi e di certo non molto clementi si sta decidendo di dare una ulteriore sforbiciata. Stavolta, nel mirino, ci finiscono le missioni dei consiglieri. Le missioni sono quelle attività fuori dal consiglio con cui si portano avanti specifiche attività, comunque correlate col mandato. In sostanza: si va sul territorio, anche fuori Regione. Anche a livello internazionale. E questo costa. Si è quindi deciso di risparmiare dove possibile. Ad esempio:

“Non è in ogni caso considerata missione – si legge nella delibera – la partecipazione a incontri o manifestazioni di carattere partitico; la partecipazione a iniziative, incontri, seminari, manifestazioni ed ogni altro evento, anche di carattere istituzionale, sul territorio regionale; la convocazione delle commissioni consiliari e di altri organi a composizione consiliare al di fuori della propria sede per attività concernenti gli affari di competenza degli stessi”

Oppure

“il biglietto dovrà essere obliterato, conservato e consegnato per la successiva liquidazione”; e anche si taxi “le spese sono rimborsate quando risulti disagevole l’utilizzo dei mezzi pubblici o l’utilizzo dei medesimi non sia compatibile con l’efficiente svolgimento della missione”. Anche i rimborsi chilometrici cambiano: “Il consigliere che utilizza il mezzo proprio per recarsi in missione ha diritto a un ristoro pari alla spesa che avrebbe sostenuto in caso di utilizzo del mezzo pubblico”.

“L’iniziativa dell’Ufficio di Presidenza di cambiare le regole sui rimborsi per le missioni è una scelta amministrativa saggia” dichiara il Consigliere Regionale Lombardo di Forza Italia Gabriele Barucco. “Ogni spesa che non abbia dirette ricadute positive sul territorio va, infatti, ridotta al minimo. Questo è un segno di grande responsabilità, in una Regione che già costa pochissimo al cittadino (2,46 euro pro capite, quasi un terzo rispetto al 2012). un segnale che andrebbe ricompensato con più responsabilità. In una parola: con l’Autonomia. In maniera da darci modo di strutturare ancora meglio la nostra azione. Riaprendo, ad esempio, il capitolo province. Che qui erano fondamentali per la gestione del territorio. E che potremmo gestire in maniera efficiente nell’interesse dei cittadini”.

Ecco, questa è al differenza tra un approccio intelligente al problema ed uno Grillino. Bene i risparmi sulle spese mrote (per quanto si siano già tagliati i due terzi della spesa. I DUE TERZI.). Ma ricordiamoci che lo Stato ha usato il machete e anche male. La Regione, senza le Provincie, sta soffrendo. Manca di incisività, perché ha una funzione legislativa, più che esecutiva. Erano uno spreco, probabilmente, in alcune realtà. Qui, no. Ed a questo dovrebbe servire l’autonomia. Consentire alla Lombardia di riavere quella rete capillare sul territorio, se se la può permettere. Impedire ad altri di averla, se diventa solo una matrice di spreco. Il giorno in cui verrà capito da tutti gli Italiani sarà sempre troppo tardi.

Per adesso godiamoci l’ennesimo primato Lombardo. E speriamo che da Roma, un giorno, ce lo riconoscano pure dalle parti di Palazzo Chigi…

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