Sala, ma vai in pizzeria, in un centro sociale abusivo, invece di pensare a un secondo mandato

Milano

Milano si muove, i bonghi suonano il risveglio, le parole sono compiaciute e fiere. Una città che esige soldi, creatività, appartenenza politica. A sinistra, naturalmente. Per quel girare intorno ai Bastioni che convintamente per questa giunta è la vera città. Nel resto del mondo, in quel territorio che si estende fino ai paesi vicini, c’è quella Milano di poveracci che spesso non sono interessanti da un punto di vista politico programmatico. E Sala che si avvita sui suoi granitici pensieri, nel suo mondo dorato, ripensa a questi tre anni di amministrazione, con i limiti della sua presunzione. E ogni giorno parla per sottoporre quel dubbio amletico: mi ricandido sì o no? ““Deciderò a settembre dell’anno prossimo. È chiaro, però, che se mi ricandidassi non lo farei in continuità con me stesso. Se mi ricandidassi, dovrebbe essere una nuova stagione. Dal punto di vista dei programmi, vorrei trovare una nuova direzione per Milano, perché è in una grande trasformazione che non vedevo tre anni fa.  Le linee guida del nuovo eventuale mandato sarebbero “ancora più condivisione e partecipazione, e ancora più spinta internazionale. In questo momento il messaggio ai miei assessori è: non inventiamoci più nulla e andiamo alla raccolta delle azioni fatte.”

E dette semplicemente, potrebbero essere. Deciderò tra un anno, perché oggi non so come si metteranno le cose. Nel caso di una ricandidatura, penserei a nuove promesse che piacciono ai milanesi: ascolterò la voce dei comitati che solitamente ignoro, farò la manutenzione degli edifici pubblici e delle strade, riqualificherò le zone a verde, eserciterò con assiduità operazioni di controllo. Promesse, naturalmente perché dopo tante proteste ha capito, forse, che per rigenerare le periferie non basta “Condivisione e partecipazione”, peraltro disattese dalla giunta. Portare ed evidenziare le opere fatte? Ma quali? I bandi annullati dal TAR?. E non si deve dimenticare il procedimento al tribunale di Como  nato dall’inchiesta sulla Piastra di Expo che sta arrivando all’epilogo. In attesa del dicembre 2020, può andare gradito ospite presso le pizzerie, palestre, discoteche. Due giorni fa il sostituto pg di Milano Massimo Gaballo, lo stesso che sostiene l’accusa contro Sala, ha tenuto la propria requisitoria e ha avanzato le richieste di condanna. In attesa del dicembre 2020, può andare, gradito ospite e per sottolineare vicinanza e amicizia, alle pizzerie di cucina popolare, alle discoteche, alle palestre gestite in nero dai Centri sociali. Un vero busness che ovviamente non interessa all’amministrazione. E quindi, niente sgomberi.

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