E se “il popolo” capisse che un’Europa liberale sa rispettare i diritti delle singole comunità?

Politica

Un velo pietoso sulla guerra volgare di parole che questo periodo preelettorale ha prodotto. Le parole hanno un peso che commisura il proponente e l’avversario ha buon gioco nel sorridere e mangiarsi il fegato. Il crescendo non rossiniano ma di battute furbe e sospettose per qualche voto in più fanno breccia sugli invasati di giustizia, di finto perbenismo e di pseudo ecologia. Rispondere con la minaccia delle ruspe e un rosario in mano non è blasfemo, ma il pensiero piccolo piccolo che si affida, isolandosi. L’europa, intesa come voto europeo, è alle porte, la visione politica nazionale, comunque, è la speranza di cambiare quella nonna europea in qualcosa pro domo propria, quasi che fosse possibile sezionarla secondo i desiderata di ciascuno. E dando per scontato che quell’Europa cambierà non si sa come, il tema più discusso continua ad essere: durerà il governo con le balle spaziali di Di Maio e il sovranismo riduttivo di Salvini? E se il popolo italiano avesse capito e il disastro economico in cui ci ha spinto il governo gialloverde risvegliasse la coscienza dei tanti che vorrebbero un’Italia produttiva, inserita con convinzione in uno Stato federativo, che sviluppa una politica di crescita e nuovi posti di lavoro? Quell’Europa discendente dalla civiltà greca, romana, giudaico cristiana ha radici profonde nel diritto e nella condivisione. Scrive Berlusconi ai giovani del Ppe “”Esistono due idee diverse dell’Europa. Che sono anche due idee diverse dell’uomo e delle sue libertà. La nostra Europa non é quella che una sinistra arroccata ai vecchi privilegi e incapace di aprirsi al futuro vuole imporre. La nostra Europa é liberale e cristiana, é’ l’Europa del federalismo e della sussidiarietà, della libertà di iniziativa e della responsabilità verso quanti hanno bisogno di essere aiutati. Solo in una società davvero liberale é possibile creare le risorse indispensabili per sostenere quanti sono in difficoltà. La sinistra europea invece confonde la vera solidarietà con l’assistenzialismo, trasformando gli individui in sudditi. La libertà delle persone esige istituzioni nazionali ed europee credibili e autorevoli, che riconoscano i limiti della propria azione e difendano il diritto dei singoli e delle comunità di costruire realtà nuove, creare ricchezza, testimoniare al mondo le proprie convinzioni e la propria fede.” La chiarezza di Berlusconi è esemplare.

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