Pensioni, a giugno il taglio anche agli assegni bassi per il conguaglio

Economia e Diritto

Il taglio sarà due fronti (come voluto dalla sponda grillina dell’esecutivo). Da un lato ci sarà la sforbiciata dovuta al blocco delle rivalutazioni voluta dal governo, dall’altro ci sarà il taglio sugli assegni d’oro. Una doppia mazzata. Nel primo caso gli importi verranno ridotti della quota che era stata versata nei primi tre mesi dell’anno con rivalutazione più alta dovuta al mancato adeguamento degli importi da parte dell’Inps come stabilito dalla legge di Bilancio approvata e voluta da Di Maio il 30 dicembre del 2018. Nel secondo caso scatterà la mannaia su tutte quelle pensioni da 100mila euro lordi in su. A comunicare l’imminente taglio è stato l’istituto di previdenza sociale con il messaggio 1926/2019. Ma non è su questa seconda ipotesi che si vuole discutere.Per quanto riguarda la rivalutazione degli assegni il taglio per quelli da 1.522 euro lordi fino ai 2000 lordi resta inferiore all’euro. sarà di 5 euro per gli assegni tra i 2000 e i 2500 euro lordi e di 25 euro per i ratei che superano i 5mila lordi. Le associazioni di categoria sono già sul piede di guerra e l’1 giugno i pensionati scenderanno in piazza. (Il Giornale)

La UIL pensionati chiede “la tutela delle pensioni tramite la rivalutazione, aumentando la platea dei beneficiari della 14esima, con una previdenza separata dall’assistenza; una riforma fiscale che riduca le tasse ai pensionati italiani che pagano, a oggi, le imposte più alte d’Europa, recuperando risorse dalla lotta all’evasione fiscale. Bisogna garantire il diritto a curarsi, alla salute e a una sanità pubblica efficiente: la nostra società sta invecchiando ma sono sempre più le persone che rinunciano a curarsi a causa dei costi lievitati; dobbiamo abolire superticket e ticket, ridurre le liste d’attesa , investire nella medicina del territorio e nell’assistenza domiciliare. Poi serve una legge nazionale sulla non autosufficienza, ormai vera emergenza nazionale. Infine il governo deve agevolare un invecchiamento attivo, politiche che favoriscano il ruolo attivo degli anziani nella società: siamo una risorsa e non un peso” (Il Sussidiario)

Antonio Tajani (F.I) commenta “Guai a toccare le pensioni di chi, rimboccandosi le maniche, ha contribuito a far sì che questo paese diventasse la seconda potenza industriale d’Europa e la settima del Mondo. Andare a colpire i pensionati è una scelta criminale”.

Milano Post

 

 

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