I cittadini chiedono a Sala “Ma che lavoro fanno i nomadi?”

Milano

Eppure dovrebbero avere un sogno, la voglia d’avventura, i nomadi. Dovrebbero essere nomadi e non stanziali, ma l’unico movimento che concepiscono è quell’andare da un luogo all’altro di Milano per un innato desiderio di fare comunità con comodità. Credere che le regole possano essere a volte un deterrente è pura utopia. E quel loro andare ha un seguito di degrado, illegalità e soprusi. Chiedo scusa a Lambrate informa se ho allargato a tutti i nomadi alcune considerazioni, ma la domanda che pongono è legittima “Che lavoro fanno i Sinti? E’ la domanda che rivolgiamo al Sindaco di Milano Beppe Sala che, dall’inizo del suo mandato, lascia liberamente campeggiare le varie carovane di sinti sul territorio della nostra città. In fondo a via Palmanova le roulotte sono quasi fisse e sono consapevoli di poter padronaggiare sul suolo pubblico. Li si vede lavare i panni, stenderli sui marciapiedi, buttare le acque nere nei tombini o direttamente nel verde urbano, cucinare con le bombole a gas sui marciapiedi e lordare il territorio. Non li vediamo però andare a lavorare e ci domandiamo come possano permettersi veicoli di prestigio nuovi di zecca. Chiediamo quindi a Beppe Sala di dare un chiaro rendiconto ai suoi cittadini della provenienza degli introiti che permettono il sostentamento a Milano dei suoi fratelli nomadi.”  E non si può fare a meno di ammirare la loro capacità di trasformarsi, di recitare a soggetto un teatro improvvisato che si chiama furto, borseggio, spaccio. E se meravigliano le loro attività, destabilizza il disinteresse e la tolleranza di questa Giunta. Un pensiero ai bambini inconsapevoli che si arrotolano nella sporcizia, ma il loro sguardo vede il cielo.

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