Marchiata a vita e presa a schiaffi per strada dal suo ex compagno marocchino

Cronaca

Quel  gomitolo rosso di sangue e di ribellione che si accartoccia per la persecuzione ingiustificata e violenta di un uomo, spesso non sa raccontare quel dolore sordo di una vita sprecata per un attimo d’amore. E le latitudini, la razza, sono dettagli, perché la prevaricazione che diventa aggressione per affermare superiorità e forza, appartiene a molti uomini vigliacchi. E la cronaca descrive, il silenzio nasconde, il tormento diventa angoscia.  Ma non ricordo che il protagonista aguzzino abbia marchiato la sua ex con il proprio nome inciso sulla schiena. Quasi fosse una bestia, quasi fosse, quel marchio, il segno indelebile di un’appartenenza, un possesso assoluto, senza tempo.

E’ di ieri il fatto di cronaca che riguarda due marocchini, lui e lei, divisi dalle botte, dalle umiliazioni, da quel limite di sopportazione che ha determinato in lei la volontà di allontanarsi. Ma le aggressioni violente continuano nei luoghi pubblici, in strada, ovunque la vittima vada. Il gomitolo rosso di sensazioni diventa paura. Una paura che limita movimenti e pensieri, che ferma le comuni azioni del quotidiano. La 30enne continua a ricordare quella lama fredda che l’ha marchiata, quella forza che la rende inerme. Le aveva intimato di spogliarsi per riprenderla col cellulare. Era stata la resa  di una persona succube, dominata.  Racconta Il Giornale “All’ennesima violenza  nei suoi confronti sul suolo pubblico, l’uomo è stato arrestato. A finire in manette un 32enne marocchino e residente in Italia. L’uomo, un pregiudicato ben noto alle Forze dell’ordine, è stato fermato verso le 9 di giovedì 2 aprile, in via Donizetti, a Cesate, comune in provincia di Milano. I carabinieri della Stazione di Cesate lo hanno raggiunto mentre stava schiaffeggiando la sua ex per la strada. I militari hanno accompagnato la vittima della violenta aggressione in caserma dove è stata ascoltata. Il 32enne è adesso rinchiuso nel carcere di San Vittore con l’accusa di atti persecutori. Dovrà difendersi anche dalla denuncia di sequestro di persona e lesioni personali aggravate.”

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