La complessità dei miei stivali nelle ragioni degli intellettuali di sinistra

Politica

Cari amici, non so se avete notato: in questo periodo, l’intellettuale di sinistra quando vuole farvi capire che è molto più intelligente di voi (o dei suoi stessi compagni) che “straparlano” di fascismo, tira fuori la storia della “complessità”. Detto in soldoni, voi poveracci non siete assolutamente in grado di capire la profondità dei suoi pensieri. Osservate che sta tornando fuori il vecchio conflitto di classe? No, è più complesso. Osservate che la classe media occidentale corre verso l’estinzione? No, è più complesso. Osservate l’immigrazione incontrollata è un’arma (anche) per abbattere il costo del lavoro? No, è più complesso.  Osservate che i clandestini scateneranno una guerra tra i poveri? No, è più complesso.  Osservate che gli islamici si integrano con difficoltà? No, è più complesso. Osservate che l’euro strozza l’economia dei Paesi dell’Europa meridionale? No, è più complesso. Osservate che il welfare è stato smontato pezzo per pezzo? No, è più complesso.

La cosa veramente divertente è che tanta complessità di pensiero diventa magicamente inutile non appena si tratta di giudicare il pueblo ignorante, che se si ribella all’immigrazione di massa o non tollera certe minoranze è fascista, xenofobo, razzista. E tanti saluti alla complessità del pensiero. Quando si tratta di giudicare

Alessandro Gnocchi

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