Non solo il primato del turismo, ma anche il record della segnaletica inutile o sbagliata

Milano

Probabilmente i turisti vanno tutti in taxi a Milano e si lasciano trasportare con il naso in su per ammirare la storia nell’architettura, nel flusso della gente operosa, coltivando l’idea di partecipare ad eventi creativi e unici. Diversamente non si spiegherebbe il primato di una Milano turistica il cui numero di visitatori aumenta ogni anno nonostante l’incuria delle strade, l’insicurezza e le zone variopinte di degrado. Meglio il naso in su e quella buona nomea di cui godiamo dopo l’Expo, che il lavoro raffazzonato e senza logica di questa Giunta che gode di uno pseudo successo dovuto   soprattutto all’ingegno degli italiani. Ma prima o poi, ad esempio, la segnaletica sbagliata e spesso inutile, i cartelli abbandonati sui marciapiedi, i segnali poco chiari o assenti dove sono necessari, dimostreranno anche al turista il disordine in certi angoli della città. Evidenzia Libero rifacendosi a uno studio di Enrico Bonizzoli, specializzato in Progettazione e Formazione in ambito di Sicurezza Stradale, “Se la concentrazione media rilevata a Milano su una superficie di 1947 km di strade, è pari a 121 pali, quella nazionale è di appena settanta.

Per non parlare dei segnali, «che», spiega Bonizzoli, «possono essere anche più di uno per palo». La concentrazione media di segnali a Milanoè di 243, contro i 110 della media nazionale. Un eccesso che non ha solo un impatto sulle fruibilità delle strade, ma che, chiaramente, ha pure un costo. «Ho stimato», spiega Bonizzoli, «che l’importo totale dei segnali stradali a Milano è pari a 23 milioni e 364 mila euro». Il problema, poi, non sta solamente nella quantità. A destare preoccupazione è pure la qualità dei segnali. «Circa 1140% dei segnali sono inutili, ridondanti o addirittura sbagliati», spiega Bonizzoli.” «Sala ha fatto piantare più cartelli stradali che alberi», sintetizza il capogruppo di Forza Italia in Comune, Fabrizio De Pasquale. «Il criterio ispiratore del Comune», continua l’esponente azzurro, «è la volontà dei dirigenti di evitare cause e ricorsi non la chiarezza di informazione e il rispetto del Codice della Strada. Si mettono più cartelli di quelli che servirebbero , non si tolgono quelli superati, non si sostituiscono quelli danneggiati. Creano effetto foresta e degrado, inquinano il paesaggio e sono uno sperpero di denaro pubblico” E forse manca l’elemento che la confusione incentiva l’errore e la relativa multa.

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