A Milano, capitale delle multe, una montagna di verbali non pagati.

Milano

Il Comune di Milano, tristemente famoso per la quantità di multe che impone annualmente ai suoi cittadini, ora si scopre che ha grande difficoltà ad incassare quanto dovutogli. Sommando infatti le sanzioni del 2017 e 2018 non ancora riscosse dal Comune si arriva ad una cifra intorno ai 148 milioni di euro (79,5 riguardano le sanzioni del 2017 e 68,7 quelle dell’anno scorso). Due anni fa su un totale di 3.663.944 multe non ne sono state pagate 869.780, «praticamente un verbale ogni quattro non viene riscosso» (il 23,73% per l’esattezza) mentre per quanto riguarda il 2018, su 3.526.986 multe non ne sono state pagate 716.154, «circa un verbale su cinque» (il 20,30% del totale).

Questi sono i dati riportati dal vicesindaco e assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo, nel corso dell’audizione in Commissione Bilancio a Palazzo Marino per il bilancio previsionale 2019.
“Il Comune pianifica di fare sempre più multe ma taglia gli straordinari della Polizia Locale diminuendo il presidio del territorio.” – ha commentato il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino Fabrizio De Pasquale -” Questa volontà di fare cassa però dà sempre meno effetti perché l’incassato vero del 2018 è ad oggi di 105 milioni di euro mentre abbiamo speso più di 37 milioni di euro per inviare oltre 3 milioni e mezzo di notifiche. Un saldo molto basso mentre la sicurezza delle strade non è migliorata perché ci vorrebbero più agenti per strada. Milano stacca più verbali di New York ma spende per campagne di educazione stradale solo 15mila euro.”

Anche per Silvia Sardone, consigliera del gruppo mist0 “Parliamo di cifre importanti soprattutto considerato il fatto che i soldi incassati dalle multe dovrebbero essere reinvestiti per migliorare la sicurezza stradale in città. Invece, a ogni minima pioggia, siamo costretti a fare lo slalom tra crateri e voragini in mezzo alle carreggiate perché la manutenzione scarseggia. Sicuramente questa situazione non è figlia solo dei mancati introiti, ma resta il fatto che 148 milioni mancanti su un totale di oltre 577 milioni da incassare nel biennio 2017-2018 non sono proprio bruscolini, anzi. Visto l’andazzo forse il Comune dovrebbe ripensare un attimo la sua crociata anti-auto: chi non rispetta il codice stradale deve giustamente essere punito secondo le regole, ma continuare a vessare i cittadini mettendogli di fatto le mani in tasca, come nel caso eclatante degli autovelox “killer” su strade ad alto scorrimento, è una pratica così odiosa che decine di migliaia di multati decidono di non pagare i verbali”.

Ma se i cittadini non pagano le procedure per il recupero del credito non sono così immediate, in ogni caso ci vogliono almeno 6 mesi. Chi non paga una multa stradale e non fa opposizione, cioè, può vedersi addebitare entro 60 giorni dalla sua notifica l’inizio di una procedura di riscossione coattiva, cioè può incorrere nel fermo del veicolo, nell’ipoteca o nel pignoramento per coprire non solo il costo della multa, ma anche gli interessi maturati con la mora e le spese. Un eventuale ricorso non sospende in automatico la procedura quando questa è iniziata.

Molto  diversa invece è la situazione delle infrazione al Codice della strada commesse da automobilisti stranieri che sono molto più difficili da rintracciare. Per questo il Comune di Milano si avvale di una società esterna che ha vinto l’appalto specifico, la NM Credit, specializzata nello stanare gli autisti spericolati che vivono oltre confine, soprattutto in Svizzera. Fra gli stranieri una multa su due non viene pagata. In base a un contratto riformulato con  il Comune la NM Credit incassa una percentuale sui crediti recuperati ma solo a condizione che vengano effettivamente incassati.

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