Centro sociale occupa, il proprietario paga le bollette, ma il giudice chiede archiviazione della denuncia di abusivismo

Milano

Vademecum: non importa che idee tu abbia, ma iscriviti a un Centro sociale. Naturalmente soprattutto per condividere  Kultura, non importa quale, ma affidati alla parola, anche se non sai chi è Alessandro Manzoni. E poi metti insieme un monologo rap, non importa se non ha senso, importante è il movimento arrabbiato, la voce di protesta, una rabbia viscerale contro l’élite, la voglia di piazza e di spaccare il mondo. E sicuramente hai trovato  quella famiglia che non paga le tasse, approva l’esproprio proletario, occupa dall’oggi al domani uno stabile, fa un programma ufficialmente kulturale, con uso di commercio libero, senza obblighi di Iva. Vita sociale, ambiente socievole, spese praticamente azzerate. Oggi con il benestare del giudice che ritiene che l’occupazione abusiva non sia un reato e che il proprietario dello stabile continui a pagare le bollette di luce e gas. E nota bene, con Sala e compagnia, come già con Pisapia, una benevola tolleranza è assicurata.

Segnala Libero “Centri sociali impuniti. I compagni occupano il capannone. Succede alla Barona e un giudice voleva pure archiviare la denuncia contro gli antagonisti. Il Proprietario è privato della sua proprietà e costretto pure a pagare le bollette dell’acqua e della luce consumata abusivamente dagli occupanti”

«Il centro sociale si è attaccato anche alla rete elettrica tramite allacciamenti abusivi», spiega De Corato. Una prassi, quella degli allacciamenti abusivi, molto in voga fra gli occupanti abusivi e “fortemente” incentivata dai “bravi ragazzi”  dei centri sociali… Oggi, in via Faenza, esiste un centro sociale di antagonisti soprannominato “Comitato Abitanti Barona”, attiguo all’altro “Comitato Abitanti di via Giambellino- Lorenteggio”, sotto i riflettori della legge per l’arresto di 9 esponenti dediti alle occupazioni abusive.«A Milano chi garantisce e tutela il diritto alla proprietà privata dei cittadini?», si chiede l’assessore De Corato, «evidentemente le leggi non valgono se sei appartenente a un centro sociale”

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