I 5 Stelle trivellati a morte

Politica

È una befana poetica quella in casa Grillina. Trivellati senza pietà da un Emiliano furente per la possibilità che si cerchino Idrocarburi al largo del mare Pugliese. Capiamoci, Emiliano ha torto da vendere. È il solito, peloso, ecologismo di chi ci vuole ridurre come il Burkina Faso e pretende di farci vivere di turismo, taranta e quel che resta dell’olio d’oliva dopo essersi rifiutati di curare la Xylella. Però la cosa bella qui è l’impatto a velocità altissima tra Di Maio e la realtà.

I fatti, il Governo precedente autorizza una serie di esplorazioni in mare Adriatico. Così dice Di Maio. Ma lo stesso Di Maio è obbligato a rettificare qualche riga dopo: il precedente Ministro dell’Ambiente dice semplicemente, scienza alla mano, che fare sette esplorazioni non farà male alcuno. Sappiamo tutti quanto poco conti la scienza per i Grillini, che, infatti, hanno rimosso la commissione. Però nessuno si era accorto che il 31 Dicembre, non avendo in alcun modo impugnato il parere, il permesso sarebbe dovuto arrivare. Non da Renzi. Ma da Di Maio.

Il quale, con fare serafico, si è detto costretto a far firmare quell’autorizzazione. Questo è, ovviamente, falso. Infatti lui dice una cosa sottilmente diversa: il dirigente era obbligato a firmare. Il che è ovvio. Chi non era obbligato a lasciare che a quella firma si arrivasse era lui. Poteva fermarla in finanziaria, come ricorda Emiliano. Poteva fermarla anche dopo, in realtà, impugnando il giudizio del Ministero dell’Ambiente. In sei mesi poteva chiedere un nuovo parere. Poteva sospendere la firma per ulteriori indagini.

Poteva fare un sacco di cose, con un solo requisito: avrebbe dovuto sapere cosa stava succedendo. Cosa che ovviamente è mancata. Succede quando hai 32 anni e sai a malapena di essere al mondo, ti sei fatto odiare da chiunque dentro il Ministero ed il massimo exploit lavorativo che puoi vantare è il record di noccioline in una sera al San Paolo. Ma più di ogni altra cosa, è la prova che lentamente ma inesorabilmente, il Reale si manifesta. Puoi nasconderlo, ritardarlo, mistificarlo, ma non puoi sfuggirgli. Quindi, le balle spaziali da campagna elettorale sui superpoteri che avrebbe il Governo oggi stanno comparendo.

Questo Paese, poco e male, ma è riuscito a crescere proprio perché l’inerzia ministeriale ha protetto una parte, magari minuscola, ma significativa, del tessuto produttivo da tutti i Di Maio della storia. E non saranno i ragazzi meravigliosi a cambiare le cose. Se ne faccia una ragione il bibitaro nostro. Ed accetti che non siamo ancora il Burkina Faso. E, visto che ci sentiamo speranzosi, la smetta di impegnarsi affinché lo diventiamo.

Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.