Inter, un punto e poca personalità.

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L’Inter pareggia 2-2 all’Olimpico di Roma coi giallorossi e il pericolo che nel mese di Dicembre – come accaduto nelle recenti stagioni – inizi a dilapidare quanto di buono costruito fino a d’ora, è, almeno provvisoriamente, rimandato.

Si tratta di un punto guadagnato (al contrario di quanti pensano che si tratti di due punti persi), soprattutto alla luce dello svolgimento della partita, tutt’altro che facile.

L’Inter col pareggio di ieri sera resta in piena corsa per il secondo posto, il vero obiettivo stagionale dei nerazzurri. Nessuno sano di mente infatti, si sognerebbe di poter mai avvicinare la Juventus, per l’ottavo anno consecutivo la squadra egemona in Italia. E‘ un discorso complesso e semplice allo stesso tempo, in definitiva riassumibile come il risultato di una errata distribuzione dei proventi e dei redditi del sistema calcio italiano, ma questo è un aspetto che merita di essere approfondito in altre sedi.

Come d’abitudine nell’ultimo periodo, non è stata un’Inter entusisasmante. E‘ andata vicina al successo ieri sera, ma, pur giocando un calcio apprezzabile, è risultata priva della necessaria concretezza e di quel piglio aggressivo che molto spesso permettono di portare a casa partite equilibrate, facendo la differenza in termini di classifica.

La Roma, va ricordato, era priva di mezza squadra titolare, e benchè animata da grande orgoglio, poteva essere tranquillamante battuta. E‘ un indice significativo di quanto l’Inter sia indubbiamente una buona squadra, ma al momento non ancora abbastanza forte da poter imporsi con autorevolezza anche in questo tipo di partite,denunciando i soliti limiti già visti con altre squadre forti, sia in Italia che in Europa.

In mezzo a queste considerazioni, l’episodio del mancato rigore alla Roma, che ha scatenato un fuoco incrociato nelle televisioni e nell’opinione pubblica, titolando in definitiva l’Inter come una squadra aiutata dagli arbitri. Davvero fuori luogo per una società in cui storicamente gli episodi arbitrali non le sono stati propriamente favorevoli, tra i quali anche quelli curiosamente causati dallo stesso arbitro Rocchi di ieri sera, in un Inter-Napoli di qualche stagione fa, che diede il via al re-make del famoso cult The Rocchi Horror Picture Show.

In quell’occasione però, come anche nell’ultimo Inter-Parma di inizio stagione, il mantra di stampa e avversari è sempre stato che non ci si può appellare agli episodi. Vedremo se anche dopo ieri sera il pensiero sarà lo stesso, ma dalla prime impressioni sembrerebbe di no.

La partita : Nel primo tempo l’Inter cerca di amministrare i ritmi, ma dopo un quarto d’ora di gioco la Roma si affaccia in avanti e crea diverse occasioni per passare in vantaggio, con le conclusioni di Zaniolo e Kolarov, ma è il palo di Florenzi a certificare il coraggio della Roma e a ricordare all’Inter che occorre un altro piglio per poter cercare di vincere

L’Inter allora inizia a ribattere pericolosamente con alcuni affondi che avrebbero però dovuto essere meglio sfruttati, ma subito dopo il contestato episodio del mancato rigore, arriva il vantaggio nerazzurro, con il bel cross di D’Ambrosio deviato in rete da Keita Balde.

L’Inter inizia la ripresa con andamento pericolosamente lento, e la Roma ne approfitta assumendo il comando delle operazioni. La sassata da fuori area di Under fulmina Handanovic per il provvisorio 1-1  gela tutta l’Inter.

Poco dopo però, è Icardi, sugli sviluppi di un corner, a segnare il gol del momentaneo vantaggio interista con uno stacco imperioso da pallavolista, sovrastando il greco Manolas e Juan Jesus in area di rigore giallorossa.

Cinque minuti più tardi arriva il rigore per la Roma su tocco ingenuo di braccio da parte di Brozovic, e da quel momento inizia un’altra partita, con le squadre che si allungano eccessivamente e creano entrambe ripetute occasioni per segnare, senza tuttavia riuscirci.

Dispiace constatare ancora una volta la condizione appannata di Perisic, unitamente alla poca personalità complessiva del centrocampo nerazzurro, i cui interpreti, ad eccezione di Brozovic (imprescindibile ma apparso comunque stanco ieri sera) troppo spesso non vanno oltre il compitino a cui devono assolvere.

Infine Zaniolo: questo ragazzo della Roma di diciannove anni ha personalità da veterano e forza fisica da vendere, il fatto che fino a pochi mesi fa giocava nella primavera dell’Inter non fa che aumentare i rimpianti per averlo ceduto ma soprattutto dovrebbe far domandare alla società come si è potuto non accorgersi della stoffa pregiata di questo giovane prospetto del calcio italiano.

Venerdi sera la Juventus, occorrerà maggiore convinzione e personalità se si vorrà tentare di uscire da Torino con almeno un punto.

Avanti Inter

Diego Stroppa
Milano Post

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