Gatti e bebè: il tema al centro dell’apericena con veterinario al Crazy Cat Cafè

Zampe di velluto

Milano 7 novembre –  Gatti e bebè, un tema che spesso preoccupa le future mamme che possiedono un gatto, o magari più di uno. Si tratta di un nuovo rapporto, che va coltivato e costruito con cura in modo da portare felicità a tutti i membri della famiglia: se n’è parlato ieri l’altra sera al Crazy Cat Cafè di Milano nell’ultimo appuntamento del ciclo Happy Together organizzato in collaborazione con Feliway e con la presenza della dott.ssa Sabrina Giussani, medico veterinario esperto in comportamento animale, che ha chiarito alcuni dubbi importante e comuni tra le future mamme, sfatando miti e richiamando l’attenzione su alcuni passaggi importanti.“Va innanzi tutto chiarito che gli animali di casa sono in grado di percepire il cambiamento dell’odore legato agli ormoni che indicano la presenza di una gravidanza” commenta la dottoressa. Il gatto, in particolare, si accoccola spesso in braccio alla proprietaria e percepisce sin dall’inizio i movimenti del feto: le emozioni manifestate dalla futura mamma danno un’indicazione chiara sulle emozioni legate a questo cambiamento, più si manifesta gioia accarezzando la pancia più il felino inizierà a riconoscere questa novità come positiva.

Il rapporto tra il gatto di casa e il cucciolo umano è a tutti gli effetti una nuova relazione familiare che va costruita e per favorire un felice relazione è consigliabile coinvolgere il gatto sin dalla preparazione della cameretta, permettendo al gatto di entrare nella alla stanza in libertà, così la curiosità della “camera proibita” potrà gradualmente scomparire. Il gatto dovrà anche familiarizzare con tutti gli oggetti che saranno poi territorio del bebè, meglio quindi lasciarlo salire sul fasciatoio, la culla o lettino, la carrozzina in modo che dopo l’esplorazione si senta soddisfatto e ceda il posto al nuovo arrivato. Al tempo stesso, però, è opportuno aumentare i luoghi di riposo per il gatto (cuccette, scatole di cartone) in modo che micio – che tanto amerà acciambellarsi nella culla del piccolo! – abbia le sue valide alternative.“Quando poi il bebè arriverà a casa si può lasciare che il gatto si avvicini al bambino e lo annusi spontaneamente, senza forzarne l’interazione e il contatto. Meglio evitare di alzare la, sollevare e spostare rapidamente il bambino o voltarsi di scatto all’arrivo dell’animale per non preoccupare o spaventare il gatto” sottolinea la dottoressa Giussani. Per agevolare la conoscenza tra gatto e neonato bisogna lasciare al micio i il tempo di adattarsi alla novità, sono tempi diversi a seconda di ogni gatto. Coinvolgere il felino (se si mostra interessato) nella cura del neonato, chiamandolo quando il piccolo si sveglia o piange, è un buon modo per promuovere la reciproca conoscenza ed è consigliabile interagire con micio quando il bimbo è sveglio.

Poiché, crescendo, i neonati apprendono dall’imitazione, sarà importante adottare comportamenti corretti nell’interazione con il micio che saranno poi adottati dal bebè quando inizierà a crescere. Quindi, ad esempio, non disturbare il gatto quando riposa.La relazione tra i piccoli va comunque tenuta sotto osservazione, evitare almeno in principio che restino da soli e meglio cercare il parere del veterinario esperto in comportamento per assicurarsi di adottare le corrette misure di caso in caso. L’uso di feromoni, che trasmettono un naturale messaggio di tranquillità ai gatti, diffusi nell’ambiente domestico – che non sono percepiti dalle persone e nemmeno dai bebè – sono infine un valido aiuto in questa fase di cambiamento, quindi da usare da poco prima del termine per il parto al periodo immediatamente successivo l’arrivo del piccolo di casa.

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