Dalla Regione Lombardia “Diamo la cura del Verde alle imprese italiane competenti. No alla falsa integrazione”

Lombardia

La Regione Lombardia ribadisce il concetto della competenza e della professionalità nella cura del verde contro la volontà di integrazione a tutti costi di persone a volte clandestine. Cosiderato che per esempio a Milano l’ideologia ambientalista proposta dalla sinistra buonista non dà i frutti sperati, una maggiore attenzione alla capacità di un professionista è necessaria, senza peraltro escludere completamente l’immigrato “bravo”.

Dare la precedenza alle imprese e ai disoccupati lombardi per la cura del Verde pubblico e non utilizzare la manodopera temporanea dei presunti profughi. Questa la mozione approvata  dal Consiglio Regionale lombardo. Dice Federica Epis. “Ritengo che il settore florovivaistico del nostro territorio debba essere difeso e incentivato  attraverso buone pratiche amministrative che investano sulle imprese e sulle professionalità locali, non su persone che sono arrivate qui illegalmente”.

“Inutile cercare di integrare con dei lavori, così  pericolosi, coloro che al contrario dovrebbero usare le proprie energie per collaborare con le istituzioni e dire la verità sulla propria condizione facilitando così le operazioni di ripristino della legalità e quindi di rimpatrio”.

“Il mercato del lavoro – ha concluso Epis – non dev’essere penalizzato dall’immigrazione clandestina”

Per chiarire ed esemplificare l’obiettivo della mozione, specifica Gianluca Comazzi (F.I). : “In merito ad attività come la cura del verde pubblico, riteniamo fermamente che sia necessario premiare le competenze e la professionalità dei lavoratori (a prescindere dall’etnia o dal genere sessuale), evitando strumentalizzazioni politiche e spot ideologici, come spesso accade in questi casi con le amministrazioni di centrosinistra” afferma Gianluca Comazzi, capogruppo di Fi in Consiglio regionale. “Ritengo inoltre auspicabile che i richiedenti asilo siano impiegati in attività di volontariato, preziose per la collettività. Sarebbe un modo intelligente per sottrarli allo sfruttamento e al lavoro nero, permettendo loro di fare qualcosa di utile per la comunità”.

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