Tra dieci anni al potere

Esteri

Nel 1923 i nazisti esordirono in Baviera con il Bürgerbräu-Putsch di Monaco. All’epoca la Baviera, retta da una dittatura conservatrice, era reduce precedenti colpi di stato, dalla Repubblica dei consigli parabolscevica, a Guardie Bianche e Frei Korps. Nel 1933 in normali elezioni democratiche i nazisti conquistarono il potere. Nel 2018 l’estrema destra tedesca di Alternativa per la Germania è entrata nel parlamento bavarese con l’11%, restano dunque 10 anni, entro il 2030, assumendo per buona una profezia alla Nostradamus, prima che l’Afd, o una coalizione di forze simili, prenda il potere. I suoi dirigenti e comitati vengono rifiutati dagli alberghi, anche il dialogo politico viene loro rifiutato a partire dalla Csu, ex partito di maggioranza assoluta bavarese e tutte le forze politiche in coro chiedono per loro uno stretto controllo poliziesco. I cartelli delle manifestazioni recitano Nie wieder, Mai più. Eppure il romanzo Lui è tornato è stato pubblicato, è divenuto un bestseller, poi anche un film di successo al botteghino. Consumatori, lettori, spettatori alla fine votano quel che preferiscono. Infatti, già da due anni, l’Afd è secondo in Sassonia-Anhalt ed in Meclemburgo-Pomerania; terzo nel  Baden-Württemberg  e nella  Renania-Palatinato con percentuali tra il 15 ed il 25%. Un mese fa nella vecchia DDR ha superato la Cdu (27% vs. 23%) mentre Linke, l’erede del Sed del comunista Honecker ha sopraffatto la Spd (18% a 15%), uno spettacolo da Germania di Weimar. Ora, la Baviera. L’Afd è molto moderno, come dimostra la leadership femminile di Alice Weidel sulla scia delle donne a capo della Cdu, dell’Spd e dei Groone. E’ abituale tra i moderni movimenti di destra europei trovare leader donne, come nel caso dei Fratelli italiani o del Front francese, del Progresso norvegese, Diritto e Giustizia polacco. Alice è però una donna di destra, particolare, una 39enne, manager di successo, lesbica, che condivide due figli adottivi in una residenza svizzera con la bionda fidanzata, la cineproduttrice Sarah Bossard, di famiglia europea proveniente dallo Sri Lanka. Alice dichiara di essere di destra proprio per l’omosessualità, riprendendo la lezione del politico gay olandese Pim Fortuyn ucciso nel 2002 da un ambientalista animalista. In comune hanno la convinzione che il multiculturalismo sia fallace perché le ideologie e le società non di origine europea sono troppo arretrate costituendo un pericolo per le avanzate conquiste di libertà occidentali, a partire dal relativismo sessuale e familiare. Come si vede, idee assai lontane dal tradizionalismo che accarezza le tradizioni popolari. Qui è il liberalismo civile, ed anche il libertinismo, che devono essere difesi da avanzanti popoli arretrati, che giustificano razzismo e discriminazione. Ovviamente, trattandosi di Germania, c’è poi qualcosa di più. C’è l’idea di fondo che le guerre si vincono e si perdono senza colpe, se fatte con onore. Come è noto, la Germania è la principale condannata per le sue vicende belliche; una prima volta con il processo al Kaiser ed una seconda volta con il processo di Norimberga. E’ legittimo che molti tedeschi, senza intenzioni revisioniste, dubitino della santificazione etica dei vincitori dell’ultimo conflitto mondiale, dato che uno dei due era forse ancora più colpevole del regime tedesco. E’ legittimo che pensino che la questione centrale sia la dominazione culturale del mondo, attualmente anglosassone, e che potrebbe essere messa in forse dal modello teutonico. Tutto legittimo dato che la Germania tornata unita ha ripreso la sua crescita ed il suo ruolo dominante, almeno in economia. E c’è un limite temporale alla possibilità di contenere quasi a zero l’influenza politica nel mentre giganteggia l’economia, paragonabile in flusso di esportazioni alla Cina. Si dice che l’Afd contesti la scelta di fondo dell’Unione Europa e non si vede perché dovrebbe essendo l’Unione talmente germanocentrica da aver causato la Brexit; si dice che sia contraria all’apertura verso il mondo, quando Alice e co. vogliono intese a tutto campo, con i turchi, i russi ed i cinesi ma non nel quadro di Yalta; si dice che sia contraria alla Legge Fondamentale che ha però perso molto smalto con la raggiunta unità. Liberatisi dai russi nel ’90, i postnazisti vorrebbero liberarsi anche dagli americani, tornando a parlare di Fortezza Europa; nati come partito antieuro, da cui volevano escludere tutta la penisola iberica, in prima istanza volevano difendere il marco, ma oggi vorrebbero semplicemente che l’euro fosse ancora più marklike. Quanto all’economia sociale di mercato, l’Afd è insieme meritocratica e sociale, potendo vantare i successi in questo campo degli antenati. La critica e la difesa nei loro confronti dell’Afd è di una banale insufficienza. Si stigmatizza la sua pretesa di essere fieri delle imprese dei soldati della Reichswehr o Wehrmacht, la contrarietà ai monumenti ed alle opere che ribadiscono anche per i più giovani il senso di colpa di essere tedeschi. E’ come l’antifascismo sbandierato in Italia; raggiunge l’effetto contrario. Forse è vero, come è stato detto, che l’AfD oggi sarebbe già al 25%, se non ci fosse il deterrente della coscienza della storia, largamente diffusa nel popolo tedesco. E’ questione di anni prima che ci sia il rigetto per una propaganda basata su fatti del secolo scorso e che viene sostenuta da popoli che non hanno interrotto neanche per un momento una sequele continua di guerre peace keeping worldwide. La nuova destra tedesca, al contrario di quella infiltratasi aitempi di Adenauer, non è guerrafondaia, non è neanche nazionalista; vuole solo che l’impero economico tedesco che ha già conquistato l’Ostland raggiunga un livello politico, così da poter incidere a suo modo su un’idea alternativa di globalizzazione. L’idea di Trump, ciascuno per sé, facilita questo disegno.
Il prossimo cammino dell’Unione facilita il progetto. L’ennesima sconfitta dell’Spd, ridotta in Baviera al 10%, estrania la sinistra dal suo campo storico, quello sociale. I trionfi dei Verdi e degli ex comunisti del Linke creano un campo radicale, paradossalmente incapace di gestire insieme libertà e modus vivendi degli immigrati. Calata di 15 punti, la Csu in Europa per imporre il suo uomo Weber come nuovo presidente della Commissione, dovrà costituire una coalizione spostata a destra, con i gollisti, con i leghisti, con un PPE che si ricompatterà attorno ad Ungheria e Polonia, ed anche con l’Afd, il cui successo un ministro leghista ha salutato con enfasi: Congratulazioni ai nostri alleati di Afd, anche in Baviera gli identitari sempre più forti. Quando i von Papen del giorno d’oggi avranno aperto ai postnazisti, si meraviglieranno per la logica, la nitidezza e l’efficacia delle loro proposte e vi si adegueranno, finché non aderiranno alla loro formazione. Ancora dieci anni per ridiscutere sul serio gli equilibri del mondo; l’inevitabile ritorno del pangermanismo troverà inaspettati alleati ed anche le preoccupazioni e reazioni di New York e Mosca; una prospettiva minacciosa per gli europei. Nel frattempo, bisogna avvertire Fontana dell’errore. L’Afd non è territoriale, comunitaria, identitaria; è imperiale. Non è per gli descamisados con famiglie da sostenere per prole numerosa. E’ per il merito, per il mercato, per il digitale made in Germany; un’altra idea di New Age, sempre bionda con occhi azzurri, dove gli italiani sono pizzaioli e la scoperta che il direttore del settimanale Die Zeit, si chiama Giovanni Di Lorenzo, fa venire i nervi.

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