La logica di Berlusconi: critiche a Def e a reddito cittadinanza e la speranza che l’ Europa torni a valori fondanti

Politica

Silvio Berlusconi, intervenuto ieri a “#IdeeItalia,  la convention azzurra organizzata a Milano da Mariastella Gelmini, ha precisato “Esiste un’altra Italia che non è rappresentata oggi in politica. La voce del PaeseSono tutti gli italiani che ragionano ancora con la loro testa e che si sentono lontani dalla politica – ha dichiarato Silvio Berlusconi – Alle elezioni del 4 marzo, molti non sono andati a votare e molti di loro fanno parte di quest’altra Italia, che ha fatto un voto di protesta”. Silvio Berlusconi esamina anche i risultati del partito da lui fondato: “solo uno su dieci ha votato per Forza Italia e ci siamo domandati se fosse colpa nostra, se non avessimo saputo raccontare i nostri programmi, ma evidentemente la televisione non è più così efficace per farli conoscere ai cittadini. Oggi ci sono le reti internet, io sono un signore di due generazioni fa, quindi adesso stiamo cercando di capire quali altri mezzi utilizzare. La rivoluzione digitale, che è la rivoluzione più grande, ha mandato in soffitta i mezzi di comunicazione tradizionale”

Parlando del Documento economico finanziario Silvio Berlusconi ha detto “…è gravissimo che nel def non ci sia quello che ci doveva essere per fare ripartire il paese, quell’equazione che dice meno tasse su famiglie e imprese equivalgono a più consumi delle famiglie e più soldi nelle casse dello stato per aiutare chi è rimasto indietro..manca qualunque riduzione delle tasse, qualunque misura per dare lavoro ai giovani”. Sulla Flattax, Berlusconi ha spiegato che sarebbe stato “un cambiamento drastico del sistema fiscale: dovunque applicata ha avuto risultati fantastici, ma nel Defdi Flattax non c’è il minimo sentore, ci sono altre cose che hanno portato a innalzare a 2,4 il deficit italiano per il 2019 e questa cosa ci fa guardare dall’Europa con diffidenza e sfiducia”.

Silvio Berlusconi soffermandosi sul il reddito di cittadinanza afferma che “lo avrà al massimo un milione di persone, invece lo hanno venduto come fine della povertà: abbiamo 5 o 6 milioni in povertà assoluta più altri 10 a rischio povertà. È incredibile come possano dire simili frottole e nessuno gli abbia riso in faccia”. Ha richiamato la Lega al  “senso di responsabilità” di Forza Italia nel via libera dato alla Lega: l’alternativa, ha detto Berlusconi, era quella “di tornare al voto il 29 luglio e non sarebbe cambiato nulla rispetto al 4 marzo se non in peggio. Io speravo che la Lega si accorgesse di quanto sono lontani i 5 stelle dalla nostra politica, con tutti i vizi del vecchio comunismo con in più l’incompetenza e l’ignoranza”.
Alle elezioni europee rimarrà la forte matrice europeista del partito ma l’Europa deve tornare ai valori dei padri fondatori. Questo il pensiero espresso da Silvio Berlusconi. “Noi siamo fortemente europeisti perché l’Europa ha contribuito a mantenere la pace, ci ha permesso di passare da un paese all’altro senza difficoltà amministrative, crescendo nel benessere – ha dichiarato Silvio Berlusconi – capisco che le nuove generazioni non comprendano chi ha vissuto la guerra in prima persona, ma un continente senza Unione Europea ci metterebbe poco a scendere in un terreno di contrasto e di ostilità”. Ma “Non deve più essere l’Europa degli egoismi nazionali e dei burocrati, deve tornare ad essere quella che volevano i nostri padri fondatori – ha concluso – Non abbiamo nemmeno un’unica politica estera. Noi siamo dentro al PPE e conduciamo un’azione forte e determinata”.

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