Sala “Sgomberi caso per caso”. Così si salvano i Centri sociali

Milano

L’attendismo di Sala e compagni è politica. Un modo per non decidere, per restare in apnea in attesa del colpo risolutivo, è espressione di convenienza calcolata. Sala sa aspettare. Può permettersi il lusso della verifica senza fine, della giustificazione apparentemente più convincente, di quell’ergersi superpartes che, secondo lui, è infinitamente istituzionale. E i problemi aumentano e si congelano, il calcolo dei voti sta solo facendo un riposino, le difficoltà della città diventano rassegnazione. Eppure la legalità è una, a prescindere dalle concause. Sto parlando dei Centri Sociali che, chi più chi meno,  sono protetti, preservati, giustificati.

Delle imprese improvvise e a colpo sicuro di “Aldo dice” questo giornale ha parlato ampiamente, ma forse la protervia del Centro non è stata sufficientemente evidenziata. “Dopo essere stati sfrattati dall’edificio che avevano occupato illegalmente a Sesto San Giovanni, i membri del collettivo Aldo Dice hanno preso possesso della torre Ligresti in via Stephenson. Si tratta della terza occupazione in una manciata di giorni, mentre la giunta Sala resta a guardare. Siamo davvero al teatro dell’assurdo” afferma Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. “Mentre Majorino lancia strali contro il ministro dell’Interno nella speranza di attirare l’attenzione, a Milano i centri sociali fanno i loro porci comodi, a danno dei cittadini onesti e godendo di una tolleranza fuori da ogni logica da parte del Comune. La misura è colma – conclude Comazzi -, è il momento di operare un vero e proprio giro di vite nei confronti di queste realtà, che con arroganza e prepotenza si sentono libere di invadere spazi che non sono i loro. Ad “Aldo” – ironizza l’esponente azzurro – bisogna dire “no”. Questa deve essere la risposta delle istituzioni verso tutti i centri sociali abusivi”.

A Milano con tutte le connivenze e gli intrecci politici, Sala sta fermo. Blatera l’analisi caso per caso, dimentica gli sberleffi criminali dei Rom, si rifugia in una beatitudine consolatoria. Eppure Salvini vuole gli sgomberi, soprattutto delle sedi illegali. Scrive che gli sgomberi devono essere fatti «con la massima rapidità» anche il “censimento» delle occupazioni irregolari: un giro di vite che andrà a colpire centri sociali, edifici abbandonati assediati da extracomunitari, il racket degli alloggi popolari”

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