Tre multe all’ora per dimostrare che la sinistra Milanese non sa governare il traffico

Milano

rVa tutto bene, madama la marchesa. L’importante è tenere villici e plebei fuori dai Navigli con le multe, poi il resto si risolverà da solo. È dal 2011 che la sinistra sta lavorando, senza sosta, per chiudere i cancelli della Città proibita, di quel centro storico che è il loro fortino di voti ed in cui, la periferia deve solo sognare di entrare. Ovviamente, inserendo tutto questo nel quadro generale: marciapiedi enormi e non utilizzati, zero parcheggi, costi dei biglietti che salgono costantemente. Ma veniamo ai dati, raccolti da Marianna Vazzana su Il Giorno:

I ghisa? Sono in allerta. La media è di poco più di 3 multe all’ora, considerando solo l’orario diurno, tra gennaio e aprile di quest’anno. «Troppo poche», il ritornello dei pedoni intervistati. Un totale di 4.404 sanzioni per i centauri indisciplinati. In testa le moto, con 2.161 multe. Seguono i quadricicli a motore (con 869 sanzioni), sulla tabella pure motoveicoli non specificati (484 multe), poi gli scooter (408), i quadricicli leggeri (389) e i motocarri, tipo le apecar, un po’ più ingombranti (93, le sanzioni). La cifra da sborsare è di 41 euro (28,70 se si paga nei primi giorni, col 30 per cento di sconto) e sale in caso di sosta selvaggia sul marciapiede o sulle piste ciclabili (84 euro; 58,80 col 30 per cento di sconto).

Eliminate le macchine, grazie all’area C ed alle multe, adesso la crociata si concentra sulle due ruote. E l’ironia diventa amara: se per le macchine si può obiettare che, dopotutto, ci sono i mezzi pubblici, le moto si usano d’estate quando i viaggi vengono tagliati. Senza ormai più alcuna reale ragione: le attività non fanno più un intero mese di ferie. E la gente in centro ci deve andare comunque. E se ci va, ci va in moto. Però, fatalmente, da qualche parte lo deve lasciare il veicolo. Da qui le multe e la distruzione sistematica della possibilità di accedere al cuore della propria città.

Tutto come programmato. I radical chic che hanno in ostaggio Milano non vogliono la confusione della borghesia produttrice, non più di quanto vogliano occuparsi dei problemi del proletariato nativo e delle sue periferie. Basta chiudersi dentro. Protetti dalla minaccia di una multa ogni venti minuti,si  escludono tutti quelli che non appartengono alla consorterie della gente che piace alla gente che piace. Nella speranza, prima o poi, che qualcuno realizzi che, così facendo, si ammazza la città.

1 thought on “Tre multe all’ora per dimostrare che la sinistra Milanese non sa governare il traffico

  1. Senza contare le piste ciclabili, che tolgono ormai i pochi posti macchina, Milano non è la California, ti voglio vedere quando piove o nevica quante bici che ci sono in giro o i vecchietti che vanno a fare la spesa nei supermercati visto che di negozi non ce ne sono più, con borse in bicicletta !!!

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