Di Maio a Tria: o la borsa o la vita (politica)

Politica

Consentitemi di partire con una premessa: anche per il Fondo Monetario Internazionale taglia le stime della nostra crescita, quest’anno. L’Ue ci vedeva a -0,2. Loro, per non sbagliare, a -0,3. E sempre per lo stesso motivo: le politiche economiche di questo governo. Che sono demenziali. Ad esempio, prendiamo l’unico provvedimento emanato in tema economico. Il decreto dignità. Ecco, quello che, secondo Di Maio, sarebbe stato manomesso dalla relazione tecnica, quella sugli 80 mila posti di lavoro in meno. Come denuncia giustamente Mara Carfagna sull’Huffinghton Post anche Di Maio aveva messo in conto la perdita (o la sommersione) di qualche decina di migliaia di posti di lavoro. L’articolo 14 del decreto, infatti, prevede dei costi da coprire. E per cosa sarebbero, se non per coprire i sussidi di disoccupazione derivanti?

Finita l’introduzione arriviamo al passo due della grande marcia sovranista: far fuori chi sa contare. Boeri è il primo candidato, ma il vero obiettivo è Tria. Vedete, quando si preannuncia una crisi ci sono tre modi di superarla: affrontare i problemi strutturali, barare (aumentando la spesa pubblica e quindi taroccando all’insù il Pil) e lanciare un’ondata di fede, che risollevi i consumi interni. Di Maio punta alla tre, ma pensa di ripiegare sulla due. Tanto entrambe richiedono che qualcuno di quelli che tengono i cordoni della borsa si addormenti. Almeno il tempo necessario per fare un centinaio di miliardi di debito e lanciare lo shock economico. Tria, però, pare soffrire di insonnia. Ed avere ben presenti due gravi problemi: cento miliardi di debito non ce li possiamo permettere e gli shock di questo tipo funzionano, poco e male, sono se i fondamentali sono sani. E non è questo il caso.

Quindi è un problema. Molto meglio Savona che dice che senza il debito saremmo una Ferrari senza rivali. E che, quindi, l’UE ce lo deve cancellare. No, non ha detto proprio così, ma il nocciolo è quello: il piano A è ottenere che la parte di debito verso Bruxelles passi in cavalleria. Cosa che non succederà. Quindi torniamo a Tria: deve capire che, o si addormenta e fa spendere i soldi che vuole il Sacro Blog, oppure sarà sostituito da un algoritmo. Si troverà anche per lui una scusa, una relazione che dica il vero quando Di Maio si aspettava una pietosa bugia. Dei numeri che rispettino la matematica, ma non la mistica Grillina. Cose così. E finalmente potremo spendere quello che vuole Di Maio. Ed il radioso futuro Argentino e Venezuelano della nostra nazione si avvicinerà a passi da gigante.

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