Il riscaldamento globale e l’acqua calda in via Rizzoli

Fabrizio c'è Milano

Milano 8 Giugno – Ogni tanto la politica del Comune diventa comicità se non ci fossero persone che devono sopportare disagi.

E’ il caso di ieri quando il Consiglio Comunale discuteva addirittura di riscaldamento globale, di problemi planetari. Nello stesso momento però 150 famiglie inquiline degli stabili comunali di Via Rizzoli 73/81 denunciavano di essere senza acqua calda da settimane!

Nella sua grandeur il Sindaco si è recato nei mesi scorsi a Parigi per firmare il Patto dei Sindaci, un accordo fra i numeri uno delle più grandi città per diminuire le emissioni della Co2 nel pianeta. Intendiamoci nobili intenzioni, giusti propositi, ma dopo aver messo a posto magari questioni più terra terra come le buche, i tombini che non funzionano, i calcinacci che cadono sugli alunni tanto per fare qualche esempio.

Dagli impegni internazionali è emersa la necessità di approvare il PAES, Piano di Azione per l’Energia Sostenibile. Un malloppone di 2000 pagine, denso di dati sulle emissioni di CO2 che però risalgono al 2013, con una VAS che risale al 2015. Il Piano contiene tutte le azioni che si dovrebbero fare per abbattere le emissioni del 20% entro il 2020 in città. Un lungo elenco di misure già prese o di belle intenzioni senza però nessuno stanziamento previsto. Acqua fresca dunque. E tanto lavoro degli uffici sottratto a pratiche presentate dai cittadini da mesi al settore Ambiente.

Eppure bisognava vedere gli sguardi sdegnati e supponenti dei miei colleghi di sinistra quando, anziché parlare di effetto serra, ho osato ricordare che la caldaia degli stabili MM non funziona. Da bravi radicalchic preferiscono attaccare Trump sul riscaldamento globale piuttosto che curarsi degli inquilini delle case popolari.

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