Per chi suona Bella Ciao, sul sagrato della chiesa

Milano

Dichiara il comitato Greco 2.0:

“GRECO, COMITATO 2.0: SUL SAGRATO SVENTOLINO ASPERSORI NON BANDIERE DI PARTITO

Sembra proprio che la chiesa Milanese non sia più in grado di svolgere la propria funzione, cioè, diffondere e promuovere la fede Cristiana, lasciando la politica fuori dalla porta. Ieri nel corso della proiezione di un concerto sulla facciata della Chiesa di San Martino, per tutta la piazza e i dintorni sono risuonate le note di “Bella ciao”. Non vogliamo prendere una posizione pro o contro questo brano, semplicemente rileviamo che altri sono i contesti nei quali andrebbe suonato, perché, piaccia o meno, ad alcuni è gradito e ad altri no e il compito della chiesa è unire, non alimentare le divisioni allontanando da se parte dei fedeli che non la considerano più un arbitro imparziale. Auspichiamo che il Parroco abbia maggior cura nella selezione musicale, perché sul sagrato vorremmo vedere sventolare aspersori non bandiere di questo o dell’altro colore.”

Alcune considerazioni in ordine sparso. Prima di tutto la religione laica e pagana, nota come antifascismo, sta ormai invadendo anche le chiese. E non è un buon segno. Una volta, sembrano ere fa, eravamo un monoteismo militante. Poi abbiamo iniziato a vergognarci di noi stessi e siamo divenuti accoglienti. Alla fine, il risultato, è stata una debolezza così diffusa da farci inchinare alla Statolatria ed alla sua costola più agguerrita, l’antifascismo militante. Bella Ciao non ha nulla di male in sé. Ma nemmeno Sex Bomb ha nulla di male in sé. Entrambe, però, attengono a contesti che con la Chiesa non hanno nulla a che vedere. Far crollare i muri, e qualcuno lo aveva detto quando a chiederlo era, insistentemente, il Papa, porta a questi problemi. Che non sono da poco. Perché danno un preciso segnale: se ritieni che quel canto, oggi, voglia dire qualcosa di molto diverso da quando era un canto da guerra e che quel qualcosa di diverso non ti rappresenti, questo non è il luogo per te. E se oggi siamo arrivati al sagrato, solo una porta lo tiene separato dall’altare.

E poi, suvvia, in un Municipio così multietnico come il Municipio 2, è proprio il caso di far così tanta pubblicità ad un inno che parla di cacciare lo straniero dal suolo Italico? Si celia, ovviamente. Ma nemmeno più di tanto. La situazione è certamente grave, ma nient’affatto seria.

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