Il Milan asfalta la Fiorentina ed è sesto. Calhanoglu porta il Diavolo in Europa League.

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Milan-Fiorentina 5-1

Milano 21 Maggio – Il Milan chiude la stagione in goleada rifilando 5 gol alla Fiorentina e centrando l’obiettivo minimo del sesto posto.
La Viola dura meno di 20 minuti, il tempo in cui Simeone dimostra di essere un ottimo centravanti della Serie A, poi il Milan dopo aver preso questa buca ingrana la marcia e non c’è più partita, perché sale in cattedra Hakan Calhanoglu.
L’uomo del Bosforo è un pugno di incenso sulla brace ardente che regala fragranze inebrianti al delicato senso olfattivo di chi ha apprezzato grandissimi numeri 10 in maglia rossonera. Usa fumi per nascondere il pallone agli avversari e spezie per andare a rete e per mandare in gol i compagni, vera delizia per chi lo guarda, profonda fierezza per Gattuso che lo ha trasformato in un calciatore vero e sicuro di sé.
Con una punizione alla Beckham di destro sul palo del complice portiere riporta il risultato in parità, poi dai suoi piedi nascono i gol di Cutrone, di Kalinic e ancora di Cutrone conditi con finte, suole, dribbling e passaggi illuminanti. 90 minuti di giocate colorate come l’arcobaleno che nel secondo tempo riempie il cielo su San Siro.
Il quinto sigillo porta la firma di un ritrovato Bonaventura, Jack quando è fuori condizione fa giocare il Milan in 10, quando invece sta bene è come avere in campo un uomo in più perché sembra sdoppiarsi ed essere ovunque in ogni azione.
La Fiorentina aveva poco da chiedere a questa ultima partita, è normale quindi sedersi dopo aver subito la rimonta, ma l’atteggiamento iniziale aggressivo che ha portato al vantaggio è sinonimo di impegno e di non voler regalare niente ai rossoneri che si conquistano una bella vittoria giocando, sudando e, finalmente, convincendo davvero.
Il sesto posto garantisce un’estate perfetta senza interminabili impegni ufficiali, condizione imprescindibile per impostare una preparazione adeguata ad affrontare al meglio la stagione, con tanto di tournée americana che tanto piace ai calciatori e alle casse societarie.
L’anno prossimo bisognerà ripartire da alcune basi gettate quest’anno confidando in 3-4 acquisti giusti che facciano alzare il livello della squadra, dalla crescita di alcuni giovani, da tutto ciò che di buono Gattuso ha portato in termini di tattiche, idee e spirito di squadra, spirito da Milan.

Analisi tattica.

Milan col 4-3-3 pur senza un esterno destro di ruolo per via dell’infortunio di Suso e della squalifica di Borini, Gattuso fa giocare Cutrone esterno adattato.
Milan propositivo fin dall’inizio, col baricentro medio-alto e portando molti uomini a ridosso dell’area avversaria. La Fiorentina porta un pressing alto e aggressivo che frutta il momentaneo vantaggio con la conquista della palla sulla trequarti avversaria e verticalizzazione immediata per Simeone che segna.
Il Milan mostra un buon giropalla, imbucate centrali fatte con i giusti tempi e i terzini alti mettono in difficoltà la Fiorentina.
Quando i rossoneri sviluppano sugli esterni Cutrone attacca la porta insieme a Kalinic sui cross e con gli inserimenti senza palla di Bonaventura e Kessie il Milan ha sempre qualcuno libero.
La chiave però è nei movimenti di Calhanoglu che svaria su tutto il fronte offensivo giocando tra le linee, i viola non lo prendono mai e lui è bravo anche negli uno contro uno che affronta creando superiorità numerica.

Bilanci stagionali.

Inutile nasconderlo, ad agosto le aspettative erano altre e si chiamavano piazzamento Champions, ma il periodo di ambientamento dei 10 nuovi giocatori e soprattutto la gestione scriteriata di Montella hanno compromesso questo obiettivo.
Gattuso ha fatto il massimo e forse anche di più, andando oltre le più rosee aspettative. Si, perché Rino ha conquistato 39 punti nel girone di ritorno, una media da piazzamento Champions League appunto.
Il Milan, sempre nel girone di ritorno con Gattuso, ha saputo vincere a Roma con la Roma, in casa con la Lazio, giocare alla pari con Inter, Napoli e Juventus e arrivare alla finale di Coppa Italia buttando fuori Inter e Lazio, senza scordare la doppia sfida in Europa League contro l’Arsenal che ha insegnato molto a questo Diavolo. Ha anche perso e pareggiato partite che doveva vincere come quelle col Benevento e in casa col Sassuolo. Qualcuno ha detto che si poteva fare di più, è vero se si pensa appunto ai punti buttati contro alcune piccole, ma la media punti ottenuta con Gattuso in panchina è stupefacente se non ci si dimentica com’era conciato il Milan con Montella, a pezzi fisicamente e psicologicamente, con calciatori quasi depressi e una classifica imbarazzante.

I numeri dicono che Gattuso è l’uomo con cui ripartire, ha dimostrato di essere preparato e di avere uno staff di alto livello. Mirabelli sembra adesso intenzionato ad accontentare Gattuso con i 3-4 rinforzi forti ed esperti che il tecnico ha chiesto. Vedremo. Le basi ci sono, sono state gettate quest’anno con la campagna acquisti dell’estate scorsa e con le idee di Gattuso, chiare e per un calcio internazionale, propositivo e avvolgente.
Nella testa del mister c’è la possibilità di avere una squadra in grado di giocare con più moduli e capace di mutare il sistema di gioco. Tutto dipenderà ovviamente da chi partirà e chi arriverà. La certezza è che Gattuso e il Milan ripartiranno da alcuni degli inamovibili della rosa, come Cutrone, acerbo quanto si vuole ma autore di 18 gol al primo anno in prima squadra, niente male per un neo ventenne. E soprattutto Calhanoglu, capace contro la Fiorentina di illuminare San Siro, augurandosi che nella prossima stagione si consacri e faccia il salto di qualità, facendolo fare anche al Milan.

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Andrea Mutti
Milano Post

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