Per restituire ai rondoni di Milano il nido ideale, sistemate le buche pontaie della basilica di San Satiro

Milano

Milano 9 Aprile –  Si concludono i lavori di messa in sicurezza della colonia di rondoni comuni presente sul campanile della Basilica di Santa Maria presso San Satiro a Milano. Un intervento – realizzato da Progetto Natura Onlus nell’ambito del Progetto Sos Rondoni e supportato da Fondazione Cariplo, Diocesi di Milano e Soprintendenza Archeologica – per sistemare, con il posizionamento di un mattone che impedisca l’accesso ai piccioni e lasci passare i rondoni, le buche pontaie dove sono soliti nidificare. I rondoni, poco più grandi di un passero ma con ali molto più lunghe, sono tra gli uccelli che meglio si sono adattati a vivere a stretto contatto con l’uomo, protagonisti nei cieli primaverili ed estivi della città con i loro voli radenti ai tetti a caccia di insetti e le loro grida. Da non confondere con le rondini, quasi impossibili ormai da vedere in città e che preferiscono nidificare in campagna, i rondoni hanno piumaggio nero e una macchia biancastra sotto la gola, quasi impossibile da notare mentre volano. Il corpo è affusolato, pensato da madre natura per volare fino in Africa e ritorno almeno venti volte nella vita. “In questi giorni, dopo aver trascorso l’inverno a sud del Mediterraneo, stanno tornando nei cieli di Milano e riprendendo possesso dei loro nidi, dopo un lungo girovagare durato dieci mesi senza mai posarsi a terra, cacciando, bevendo e dormendo in volo”, racconta Sos Rondoni. Il progetto vuole restituire le buche pontaie (aperture a forma di mattone lasciate sulle facciate di chiese e palazzi usate un tempo per infilare travi e ponteggi durante le manutenzioni) di Milano ai rondoni, “per loro un nido ideale”. Invece “al ritorno dalla migrazione trovano i propri nidi irraggiungibili, a causa di restauri o manutenzioni di facciate e tetti”, spiega l’associazione. Tra le iniziative del progetto anche l’individuazione delle colonie da proteggere, la sensibilizzazione della cittadinanza e dei progettisti, la formazione di insegnanti e l’accompagnamento di scolaresche, il coinvolgimento dei cittadini in iniziative di “citizen science” per segnalare la presenza di nidi singoli o di gruppo anche con una app su iNaturalist per Android o iOs.

Guido Minciotti (Il Sole 24 Ore)

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