Gli edifici pubblici possono essere dati solo ai compagni. Parola di Repubblica

Milano

In Italia abbiamo un problema: possediamo un mare di beni pubblici di altissimo pregio, che stanno andando in rovina. Non abbiamo, infatti, il danaro per mantenerli. Così si è deciso di affittare quelli di non primissimo piano ai privati. Ovviamente non è andata benissimo. Sono sedi dove si può cambiare poco, ogni lavoro va concordato. Non sono mai centralissimi, quelli che si affittano. Insomma, richiedono caratteristiche molto specifiche, lato acquirente. O meglio, lato locante perché si affitta, non si vede di norma. Infatti come Repubblica si perita di farci sapere, di norma si finisce per darli a 4 mila euro l’anno a qualche cooperativa, che inevitabilmente ci farà il museo della Supercazzola Prematurata oppure un laboratorio per l’integrazione dei Labrador nella società post consumista. Tutta roba che manda in sollucchero i compagni, ovviamente. Invece sapete cosa li manda in bestia? Questo:

Un monumento nazionale che appartiene allo Stato italiano può diventare la sede di un’organizzazione che ha lo scopo di “difendere le fondamenta giudaico-cristiane del mondo occidentale”? È accaduto ufficialmente mercoledì scorso, con la firma che ha formalizzato la concessione con la quale il ministero per i Beni culturali affida per 19 anni la magnifica Certosa di Trisulti, nel cuore della Ciociaria, al Dignitatis Humanae Institute.

Fonte Rep, sezione a pagamento di Repubblica. Così, per aumentare la comicità involontaria della situazione. Non che ce ne fosse bisogno eh. Partiamo dall’inizio: è giusto che qualcuno difenda le radici del mondo Occidentale? Ovviamente no. Ci mancherebbe. L’Occidente deve, appare chiaro, soccombere. Questo mi pare un assunto di base. Magari se la Certosa in questione fosse divenuta una moschea nel giornale di Scalfari si sarebbe festeggiato. Così come se ci avessero un centro sociale occupato. Insomma, tutto, ma non la sede di una fondazione internazionale, con sedi in Usa, Italia e con forti legami col Vaticano. D’altronde non trovate anche voi inconcepibile che in UN MONASTERO ci vada qualcuno che difende i valori CRISTIANI? Io ero indignatissimo. Passiamo alla parte economica: due milioni. Sì, due milioni di euro di affitto. 19 anni a 100 mila all’anno. Per un pregevolissimo pezzo di storia, perso nella Ciociaria. Una terra bellissima, spettacolare e da incorniciare, ma non certo centrale… ecco, invece di gioire per il bel colpo, ci si deve lamentare. E se l’avesse affittata una setta, eh? È un pericolo inaccettabile (alla faccia della libertà di culto). Meglio darlo ai ragazzi dell’officina del sesso creativo per farci convegni sui 54 generi possibili e sul loro rapporto con gli oroscopi Tibetani. Loro sì che avrebbero difeso la purezza virginale del luogo. Che schifo il profitto. Che schifo la realtà. Che schifo l’occidente. Insomma, vale ancora oggi ciò che disse il Presidente Berlusconi qualche anno fa: siete ancora ed oggi come sempre dei poveri comunisti.

Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

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