Manifesti della Rozza in divieto di sosta. Che pena applicarle?

Milano

Partiamo da una precisazione: è capitato a tutti noi di sbagliare. In campagna elettorale, alla fine di un banchetto, succede di dimenticarsi un manifesto affisso. O magari di lasciarcelo proprio, a marcare il territorio. Qui non stiamo facendo moralismo contro Carmela Rozza, che magari, in Orbetello, dove è avvenuto l’increscioso fatto, magari manco c’era. E se al posto suo ci fosse stato Majorino o magari anche Limonta, questo articolo non sarebbe nemmeno stato scritto. Ma l’assessore di Schroedinger, quello che è sia dimesso che non dimesso e finché non fai l’accesso agli atti lo è e non lo è, è speciale. Ve lo ricordate, vero, quel simpatico siparietto in cui la Rozza va coprire dei graffiti in campagna elettorale, trova una macchina in divieto di sosta e la sporca? Vi ricordate l’orgoglio e la sicumera con cui aveva giustificato il tutto? Vi ricordate come sostenesse che la Legge agli altri si applica e per lei si fanno eccezioni? Ecco, stavolta in divieto di sosta c’è la sua faccia. Quindi? Che facciamo? Applichiamo la legge del taglione? Ci inventiamo anche noi una versione alternativa del diritto e poi pretendiamo applausi dagli astanti?

No, molto semplicemente, no. Almeno, io no. Perché sono liberale. Perché credo che ci sia una cosa che mi divide oggi, mi divideva ieri e mi dividerà sempre da Carmela Rozza: il rispetto sacrale della proprietà privata. E dello Stato di diritto. Non si imbrattano le macchine, non si lasciano i manifesti attaccati alle cancellate, ma non ci si vendica. Non si fa occhio per occhio, soprattutto applicando discutibili criteri di equivalenza. Insomma, non si applica la propria legge. Altrimenti non sono si cade nell’anarchia, ma nella sua forma peggiore: il diritto del più forte. E va detto, nonostante la Rozza sia stata decisamente più presente sul territorio del suo predecessore, ogni tanto ha dato l’impressione, magari solo quella, di avere la tendenza a tagliare gli angoli. Barbato, ex capo dei Vigili, ha opinioni più nette di me sul tema, accusandola di avere una task force che ubbidisce solo alla Legge di Carmela. Io non so se sia vero, perciò credendo nel garantismo dirò che non lo è. Resta però plausibile. E se lo è per fatti come quello della macchina e dei manifesti. E non è una bella cosa, mi si permetta di dirlo.

1 thought on “Manifesti della Rozza in divieto di sosta. Che pena applicarle?

  1. E’ vero che pena. La Rozza e il nulla sono la stessa cosa. Lo ha saputo dimostrare in tutte le cariche pubbliche da lei occupate nel tempo. Dove è riuscita bene, nel fare danni alla città.

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