Case Popolari, conguagli ed incapacità amministrativa della sinistra al caviale Milanese

Milano

Ieri, con il nostro direttore, il consigliere Comunale Fabrizio De Pasquale, siamo stati nelel case popolari via Rizzoli. Tra le altre cose a parlare di una vicende più assurde degli ultimi anni: nota agli abitanti come “conguaglio”, ai Milanesi la vicenda merita di essere spiegata. Negli ultimi dieci anni e qualcosa anche di più, il Comune ha smesso di gestire direttamente le case di sua proprietà. Prima le ha date alla Romeo (il cui patron è stato ospite delle patrie galere fino a qualche settimana fa) e poi ad Aler. Non è andata benissimo. Per questo si è deciso di farle gestire in proprio ad una società controllata dal comune. E qui possiamo dire che le cose siano precipitate del tutto. Anche se, forse, l’errore principale è avvenuto proprio all’inizio del passaggio. Quando un Segretario generale del Comune, tale Beppe Sala, ha firmato una manleva ai precedenti gestori, assorbendo tutti gli attivi ed i passivi contabili. Senza controllare che, i passivi soprattutto, fossero ben giustificati. O che gli attivi, i presunti crediti verso i condomini, fossero veri. Ovviamente, il problema è esploso in brevissimo tempo e, ad oggi, non si sa ancora esattamente come risolverlo.

Andiamo nel concreto: i debiti che la Romeo ha messo a bilancio, passandoli ad Aler, potrebbero essere tutti felicemente prescritti. Questo perché la riscossione è stata tutto meno che zelante visto che già Aler doveva nutrire, giustamente a parere di chi scrive, dei dubbi sulla liceità di molti di essi. Si pensi solo a caso dei condomini di via Rizzoli 73 dove il portiere ha riconosciuto, su qualche centinaio di ricevute per lavori effettuati, solo una manciata di firme. Sotto Aler le cose, contabilmente, sono andate meglio, ma non sono state esenti da problemi. Si pensi solo alle due, famigerate per chi vive nelle case MM, mensilità di Maggio Giugno 2012 quando Aler sbagliò i conti, o meglio applicò tariffe erronee, senza mai correggere l’errore. All’epoca un Assessore del Comune di Milano (no, non quello alla casa. Un altro. Anzi un’altra, che oggi corre per la regione), scrisse, ed esistono fior di copie di quella lettera, di non pagare ed attendere i bollettini corretti. Mai arrivati. Anzi la richiesta, errata, è stata reiterata da MM. Comunque sia, la somma di queste imprecisioni contabili, chiamiamole così, ha portato ad un ammanco. Questo ammanco si vorrebbe chiudere con un “conguaglio”. Virgoletto perché non si sa, nemmeno per sbaglio, quali siano le cifre, i razionali e le cause del medesimo.

Mi spiego meglio: quando i condomini hanno inviato ad MM una raccomandata chiedendo la distinta delle voci, e dicendosi disponibili a saldare l’intero importo se debitamente motivato e giustificato, la risposta è che MM aveva giustificato tutto in un documento presentato al Comune. Ovviamente la risposta non ha il minimo senso, visto che è al debitore che devi mandare queste informazioni, non al tuo datore di lavoro. La verità, ovviamente, è che le pezze giustificative non ci sono. Peggio. I numeri sono letteralmente infondati. A Dicembre, infatti, MM ha deciso di mandare una simpatica letterina a tutti gli inquilini. In cui si vantavano crediti mostruosi, di migliaia e migliaia di euro. Faccio presente che si trattava di gente assolutamente regolare con i pagamenti. E quando il malcapitato, magari terrorizzato di poter perdere la casa, chiamava il centralino per capire come e dove pagare, si sentiva rispondere che non poteva farlo. Perché, di fondo, nessuno sapeva se quei soldi fossero dovuti. Infatti a Gennaio sono cominciate ad arrivare le lettere con i conti del biennio 2014/2015. Ed in questi tutti i casi che ho avuto modo di esaminare erano in credito, se ad equo canone. O in debito di qualche centinaio di euro al massimo per gli affitti sociali. A dimostrazione che la contabilità che ha in mano Mm è fantasiosa, nella migliore delle ipotesi.

Ecco, questo è il quadro. Il conguaglio, quindi, nessuno sa 1. se sia dovuto 2. a quanto sia giusto ammonti 3. perché, visti i punti 1 e 2, andrebbe pagato. Tutto con i conti di MM in rosso epr 320 milioni. Per meno della metà la sinistra ed i sindacati si sgolavano contro Aler. Oggi sentite qualche protesta? Io no. Voi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.