Incuria e abbandono: Baldinucci 85 doveva essere un campus, ora è pieno di topi e rifiuti

Milano

Il Politecnico vorrebbe costruirci un residence universitario Da Palazzo Marino non arriva l’approvazione del progetto

Milano 5 Gennaio – Tra qualche mese dovrebbe partire il progetto che lo trasformerà in una residenza universitaria, ma ad oggi lo stabile di via Baldinucci 85 (di proprietà comunale, nel Municipio 9) versa in uno stato di profondo degrado: rovi, sporcizia e una vera e propria infestazione di ratti, che solleva grossi problemi di sicurezza e igiene pubblica anche a causa della prossimità con una scuola. Un biglietto da visita non proprio confortante per gli universitari del Politecnico di Milano, al quale sarà assegnata l’area affinché sia realizzata la “Casa dello studente”, visto anche che eventuali operazioni di bonifica e risanamento della struttura non sono state ancora predisposte da Palazzo Marino.

A interessarsi della vicenda è il capogruppo di Forza Italia nel Municipio 9 Vincenzo Femminino, il quale assicura che «dallo stabile adiacente in via Carnevali diverse persone sono state viste introdursi all’interno dello spazio scavalcando il muro di cinta, specialmente in orari serali. Oltre ai rifiuti, alle sterpaglie e ai topi si aggiunge questo problema, e i residenti della zona sono preoccupati. Vorremmo tutti sapere cosa fanno questi individui dentro l’edificio di via Baldinucci». L’esponente azzurro è scettico anche sul futuro, dato che «al momento di prospettive non ce ne sono. A prescindere dal progetto del Politecnico», conclude, «di fronte a un rischio ambientale di questo tipo il Comune dovrebbe provvedere quanto prima alle operazioni di pulizia».

Ora, da piazza della Scala confermano che per l’area è previsto un progetto di residenza universitaria, attualmente all’esame del ministero dell’Istruzione (che dovrebbe erogare un cofinanziamento). Al momento gli spazi sono vuoti e – nel caso l’operazione andasse in porto – sarebbero concessi in uso gratuito al Politecnico di Milano.

Nulla si sa rispetto a eventuali operazioni di bonifica e ripulitura, dato che prima occorre il via libera al progetto, che da Palazzo Marino assicurano dovrebbe avvenire «a stretto giro». Nel frattempo, però, all’interno del civico 85 di via Baldinucci la situazione peggiora di giorno in giorno, diventando terreno di caccia delle pantegane e giaciglio notturno per gli occupanti abusivi, mentre rovi e sterpaglie si espandono a vista d’occhio.

Risale infatti al 2010 la convenzione siglata tra Comune e Politecnico dove il polo universitario ubicato nella vicina Bovisa proponeva di realizzare la nuova residenza in project finance demolendo i fabbricati fatiscenti. L’accordo prevedeva che quest’ultimo si impegnasse a predispone un progetto esecutivo presentando la domanda di partecipazione al bando del Miur, requisito essenziale per ottenere il cofinanziamento. Nel 2013 il progetto ha subito una battuta d’arresto finché, lo scorso aprile, la giunta Sala ha ripreso in mano la cosa, approvando le linee d’indirizzo di un accordo con Regione Lombardia, Aler e Politecnico volto a costruire due residenze per studenti (la seconda in piazza Ferrara), per creare 450 nuovi posti letto. Del resto, Milano è in cima alla classifica delle città italiane per offerta didattica universitaria e la seconda per numero di iscritti.

Ai tempi l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Milano Gabriele Rabaioni affermò che questa poteva essere «l’occasione per portare nuova vitalità in due quartieri periferici». Al momento, però, le uniche forme di vita che bazzicano la struttura posta tra Dergano e Bovisa sono roditori e individui sospetti.

Critico il consigliere comunale Gianluca Comazzi (Forza Italia): «Quello di via Baldinucci 85 è l’ennesimo esempio dello stato di degrado e abbandono in cui versano le periferie milanesi. È la sconfitta di una sinistra che a parole si dichiara aperta ad accogliere studenti universitari da tutto il mondo in strutture all’avanguardia, mentre nei fatti non muove un dito per contrastare il degrado e la criminalità che soffocano le zone lontane dal centro».

Andrea E.Cappelli (Libero)

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