Renzi va a Como, lo insultano, e lui applaude felice

Politica

Ieri a Como c’è stata una grande manifestazione nazionale contro il fascismo. Grande. Diciamo importante. Per gli organizzatori a partecipare sono stati in diecimila. Quindi possiamo escludere che fossero diecimila. Diciamo che c’era qualche migliaio di manifestanti. Con alla testa la terza carica dello Stato, il ministro della Difesa ed il segretario del PD. Boldrini, Pinotti e Renzi. Mica pizza e fichi. Parliamo di gente che dovrebbe riempire le piazze. Comunque diciamo sia andata bene, perché di fondo siamo ottimisti. Quello che, però, si è omesso di sottolineare è un fatto minimo, ma assai significativo. Riporta Repubblica:

Sul palco di Como, non comizi di politici, ma giovani e volontari che leggono i testi dell’antifascismo, di Calamandrei, Pertini, Levi, brani di Fenoglio, una lettera dal carcere di Berlinguer. Cominciano loro, gli attivisti di Como senza Frontiere, chiedendo un minuto di silenzio “contro gli accordi con governi criminali e contro chi lascia morire migliaia di persone in mare”. Risuonano note di pace, chitarre e voce per Imagine.

Un attimo di contesto. Contro gli accordi con governi criminali. È palese che ci si riferisca a Libia e Turchia. Ed il primo accordo è interamente made in Italy. Ma mi spingerei oltre. È made in PD. Vero che l’ha firmato Angelino Alfano, ma sanno tutti che l’ha portato a casa Minniti. Con la benedizione di Renzi. Ve lo ricordate il suo “aiutiamoli a casa loro”? Ecco se lo ricordano anche i ragazzi sul palco. E ci tengono a ricordarlo a quelli che hanno davanti. Tra cui un pacioso Fiorentino, felicissimo per una manifestazione in cui gli danno del criminale e del nazista. Anche io avrei bramato per essere là, nei suoi panni. Volete mettere? Una frase di Calamandrei ed un insulto al mio ministro degli interni. Deve essere stata un’emozione profonda. Ed allora, leggendo la gioia profonda sul viso da orsacchiotto, i ragazzi dal palco non si sono riusciti a trattenersi ed hanno rincarato la dose.

Siccome la Pinotti sembrava sentirsi esclusa, e loro non volevano fosse così, si sono impegnati a coinvolgerla. Per cui si sono scagliati contro quelli che lascerebbero, a loro dire, morire la gente in mare. Cioè i Libici, ma è del tutto chiaro che si riferissero anche alla nostra Marina Militare. Così pure la ministra è stata chiamata in correo per crimini contro l’umanità e la mattinata si potuta chiudere al ritmo di Bella Ciao, con Renzi che applaudiva gaudente in mezzo a gente che non lo avrebbe mai votato, che lo disprezzava profondamente e che aspettava solo morisse politicamente. Dimostrando quanto di antifascista nella manifestazione poco ci fosse e quanta ideologia di sinistra, oggi come ieri, venisse spacciata da chi odia di mestiere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.