Per il tribunale di Milano casa vostra può diventare del primo Rom che passa

Essere poveri non è reato, possedere un bene è invece, sicuramente, una grave colpa. E ci sarà sempre un giudice che, solertemente, assolverà l’occupante e si incaricherà di ricordare al proprietario quanto grave sia l’errore di voler possedere qualcosa in questo paese. Questo, in sintesi, quello che è successo: sette nomadi decidono di creare un campo semistanziale in via Cima. Vale ricordare che la zona è problematica di suo, visto che ci transitano regolarmente carovane di roulotte. Con tutti i noti problemi di convivenza. A questa situazione, precaria di per sé, si era aggiunto un nucleo fisso. Che sarebbe stato disastroso se fosse rimasto là. Finalmente lo sgombero e, per una volta, scatta la denuncia. Ovviamente la Comunità di Sant’Egidio che “seguiva” i nomadi, non la prende bene. Ricorre. E vince. Queste le loro argomentazioni, come riportate da Repubblica:

Gli imputati sono stati assolti perché “il fatto non costituisce reato”. Maura Sianesi, il legale della Comunità di Sant’Egidio, che ha difeso i sette rom durante il processo, ha infatti invocato lo “stato di necessità, per salvaguardare il diritto fondamentale all’abitazione e per poter così riparare se stessi e le famiglie con bambini, in assenza di effettive alternative possibili e senza causare danni a nessuno”. Il terreno su cui sorgevano le baracche era – ed è tuttora – inutilizzato.

Io noto una incongruenza, ma potrebbe essere solo un problema di semplificazione del giornale. In caso di stato di necessità, il reato c’è. Ma è scusato dall’ordinamento. Sottigliezze a parte, se passa l’idea che occupare la proprietà privata altrui è un reato senza vittime, crolla il pilastro fondamentale di ogni ordinamento liberale. Ed apre la porta a chi difenderà il proprio con le armi. E sarà difficile dar loro torto. Pensate al caso in cui, ad essere occupata, fosse stata una casa di proprietà di un’anziana ospedalizzata. Lei la casa non la può usare. E potrebbe continuare a non usarla dopo lo sgombero. Quindi? Che facciamo? Lasciamo l’allegra famiglia Rom dentro, senza nemmeno disturbarla? Tra l’altro, se il fatto non costituisce reato, siamo sicuri sia legale sgomberare? No, perché rischia di diventare ancor più un incubo, se passa il principio che sono LEGALMENTE là. La prossima volta, invece che difendersi e basta, potrebbero contrattaccare. E denunciare il Sindaco. È questo il mondo che vogliamo? La domanda non è peregrina, perché se lo Stato decide che quello che è tuo, è anche del primo che passa, prima o poi, qualcuno, per marcare la differenza fra le due categorie, potrebbe mettere mano alle armi. Passando, magari, dalla parte del torto. Ma essendovi spinto da un sistema truccato, che protegge chi delinque, rendendo il danneggiato due volte vittima.

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Luca Rampazzo

Autore: Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

2 pensieri riguardo “Per il tribunale di Milano casa vostra può diventare del primo Rom che passa

  • 7 dicembre 2017 in 13:36
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    Assolutamente d accordo !!!!!! Non se ne può più ………La legge in Italia sembra essere allo sbando .

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  • 8 dicembre 2017 in 20:19
    Permalink

    Trovo davvero curioso che alcuni articoli di legge vengano ignorati o interpretati, in favore dei delinquenti e non si faccia lo stesso con le vittime degli stessi delinquenti, ma si applichi la legge in modo integerrimo e senza sbavature…

    Risposta

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