Mancano gli assistenti sociali e la povertà è raddoppiata

Milano 6 Dicembre – MANCANO gli assistenti sociali — sono meno di duemila in tutta la Lombardia — crescono le richieste di aiuto. A fotografare luci e ombre del «Sia», il Sostegno all’inclusione attiva in Lombardia, sono le associazioni in prima linea nel contrasto alla povertà, i sindacati e Caritas Ambrosiana. Sotto la lente il «Reddito di inclusione» che, secondo le stime, interesserà 18mila famiglie lombarde. «Dall’inizio della crisi a oggi la povertà assoluta è raddoppiata — ha sottolineato Luciano Gualzetti alla guida di Caritas Ambrosiana — . Oggi chiedono aiuto non solo i disoccupati e le famiglie, ma anche i giovani e lavoratori che, pur avendo un lavoro, hanno contratti precari e intermittenti. Se questo è il nuovo contesto del mercato del lavoro, occorre una riforma del modo con cui vengono erogati i sussidi, perché oggi abbiamo un welfare che spende male le risorse, aiuta non sempre chi ha bisogno e lascia scoperti molti altri».

Il Reddito di inclusione attiva è un primo passo «ma lo strumento è ancora incompleto — ha ribadito Gualzetti —. Bisogna fare molto di più sul fronte dell’accompagnamento, se non si vuole che diventi una misura che intrappola le persone nell’assistenzialismo».

Secondo il dossier sul Sostegno per l’inclusione attiva in Lombardia, la misura di contrasto alla povertà ha coinvolto 91 aggregazioni di Comuni per la gestione dei servizi sociali su 98, vale a dire il 93% del territorio, e interessato 11.167 cittadini lombardi, su 26.657 che hanno presentato domanda. Il monitoraggio ha mostrato alcune carenze: in primis la mancanza di assistenti sociali, poco meno di 2.000 per 1.523 comuni. Il 42% degli ambiti, inoltre, non aveva l’équipe multidisciplinare per la presa in carico delle situazioni di povertà e quindi la definizione dei progetti. Dei 91 ambiti che hanno partecipato al monitoraggio, solo 39 hanno attivato protocolli o accordi con i centri per l’impiego, 14 con centri formazione professionale.

«UN LAVORO importante è stato fatto in questi anni per l’inclusione sociale, nei Comuni, a livello di ambito — ha ricordato Paola Gilardoni, segretario regionale Cisl Lombardia — ma ora c’è bisogno di fare un passo in più: serve un investimento a livello di infrastrutture, servono risorse aggiuntive a quelle nazionali. Chiediamo a Regione un impegno nella programmazione di politiche di raccordo». Anche perché il numero di richieste «è stato importante ma col Rei dal momento in cui si alza da 3mila a seimila euro la soglia, è destinato ad aumentare, soprattutto fra chi è stato estromesso dal mondo del lavoro ed è in un’età in cui è difficile un reinserimento, per le donne che ancora fanno fatica a conciliare lavoro e impegni di cura e per i giovani, ai quali va garantito l’accesso al lavoro e continuità». Simona Ballatore 2.000 Gli assistenti sociali per 1.532 comuni in Lombardia Pochi secondo il report sul sostegno all’inclusione 18 Le migliaia di famiglie che secondo le stime potranno beneficiare del Reddito di inclusione Le domande di aiuto sono state 26.657

Simona Ballatore (Il Giorno)

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Autore: Milano Post

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