Salvatrice di gatti. Dal gatto Mickey ai terremotati di Amatrice: mi dedico ai più sfortunati, sono felice così

Zampe di velluto

Questa è la storia di Mickey, anzi di Mickey Marcucci, perché dove c’è questo bellissimo gatto rosso c’è anche la sua mamma: Loretta…che poi sarei io! L’ho conosciuto il 5 dicembre 2014. Di notte, non di giorno come solitamente accade. lo adoro i gatti egli animali in genere e faccio il possibile per aiutare quelli che si trovano in difficoltà. Gli amici lo sanno e, spesso, mi svegliano anche in piena notte per chiedere il mio aiuto. Perché io sono una gattara nata e mi occupo innanzitutto dei gatti più sfortunati. Io li chiamo gli “Sfìgattì”! Anche per Mickey era successo questo. Giovanni, questo il nome del mio amico,mi aveva informata che nei pressi di un bar, aveva visto un gatto rosso che si stava trascinando sulla strada e gli sembrava in pessime condizioni. Decisi pertanto di avvertire i miei veterinari di fiducia che si presero cura immediatamente del micio. Il futuro Mickey Marcucci era veramente in condizioni pietose: un ‘automobile l’aveva investito: la colonna vertebrale era spezzata in due punti e le zampette posteriori erano insensibili. Mi stavo chiedendo: «Che razza di futuro potrà mai avere questo cucciolone rosso?», Scacciata l’idea dell’eutanasia, decisi che mi sarei occupata anche di questo bellissimo gatto.

Dovendo dargli un nome, cominciai a spremermi le meningi, ma non trovandone uno decente per lui, cominciai a navigare in rete e, guarda che combinazione…il 5 dicembre era la data in cui Walt Disney aveva creato Topolino, vale a dire Mickey Mouse! Ecco il nome -giusto! E non sembri paradossale che io abbia dato il nome di un topo ad un gatto. Mickey ha una faccia da fumetto e questo nome gli sta decisamente a pennello! Era proprio malridotto: pelo arruffato, magro, rasato in più punti, ma aveva due incantevoli occhi color smeraldo che mi avevano conquistato dal primo momento in cui lo avevo visto! Inizialmente mi soffiava, ma la vigilia di Natale me lo ero portato a casa, passando con lui e i miei genitori un bellissimo Natale. Non avendo una stanza a disposizione per Mickey e avendo già altri gatti cui badare, mi diedero una grossa mano due splendide amiche che non ho mai ringraziato abbastanza. Tennero il micio rosso il tempo necessario affinché io mi trasferissi in una casa tutta mia . Allora lo portai con me, continuando con le cure. Tanta fisioterapia, ma ancora nessun concreto risultato. Miekey per spostarsi aveva bisogno di un carrellino. Usavo anche dei tutori per aiutarlo a fargli compiere qualche passo. Però Mickey non migliorava. Ero sconfortata, ma almeno il mio bel micione si era innamorato di me! Non mi soffiava più da un pezzo e, agli inizi dell’estate 2015, vale a dire 6 mesi dopo il pauroso incidente cominciò a muovere la gambetta sinistra e poi la destra,riuscendo a reggersi in piedi!Un vero miracolo a cui i veterinari, ancora adesso, non sanno dare una spiegazione. Certo ha una camminata buffa, dato che gli arti posteriori non riesce a piegarli, ma anche senza l’aiuto di tutori riesce a reggersi in piedi ed a camminare! Ma l’aver ripreso, seppur a fatica. ‘ a camminare non è stato l’unico miracolo. Da poco tempo ha ripreso anche a fare pipì da solo! I miracoli esistono ancora e Mickey ne è la prova vivente di tutto questo! Prima di concludere vorrei però aggiungere un paio di cose.

La prima: in casa mia, come accennato all’inizio ci sono altri gatti un tantino sfigati, pardon… un tantino “sfìgattì”, Ad uno manca una zampa, un altro è cieco. Poi ci sono quelli che hanno malattie feline, per cui li devo tenere divisi dagli altri.Però a tutti voglio un bene dell’anima e, grazie alle mie cure ed alloro amore verso la sottoscritta, hanno vissuto e stanno vivendo una vita più che dignitosa. La seconda: nel mese di agosto 2016 c’è stato un tremendo terremoto nel centro Italia. Terremoto che ha colpito in particolar modo Amatrice, Accumoli, Peschiera del Tronto e Arquata del Tronto. lo abito a Pescara, vale a dire 100-150 km di distanza dai luoghi terremotati. Dai giorni seguenti il sisma, tutte le domeniche mi sono recato in quei posti, portando cibo e acqua per i poveri gatti che erano rimasti senza casa e famiglia. Ho curato i gatti più gravi (tutto a mie spese) e alcuni sono ancora con me. I cuccioli li ho fatti in larga parte adottare.Per quelli rimasti in loco, ho distribuito in sette punti diversi nei dintorni di Accumoli cibo, acqua e rifugi di fortuna. Ho fatto curare quella gatta tigrata che un vigile del fuoco aveva trovato in un a casa danneggiata ed era stata rifiutata dalla padrona di casa in modo sdegnato, ben ripresa dalle telecamere della Rai! Ora la micia vive con me. Così come ho aiutato e portato a casa mia quella mamma gatta che aveva rubato il cibo dalle mani di un volontario, per portarlo ai suoi piccoli nati da pochi giorni. Anche questo video ha fatto il giro del mondo e posso dire di essere orgogliosa di averli salvati e fatti adottare da amici sparsi in mezza Italia. lo sono fatta fatta così. Non posso certamente cambiare. Per i gatti (ma anche altri animali) in difficoltà sono disposta a spendere tempo e soldi. Non mi interessano le vacanze, preferisco aiutare chi è in difficoltà. Tutto questo non ha prezzo. Però sapere che rientrando a casa ritroverò Mickey e gli altri pelosoni che mi faranno un sacco di feste, mi ripaga di tutto.

LORETTA MARCUCCI (Libero)

1 thought on “Salvatrice di gatti. Dal gatto Mickey ai terremotati di Amatrice: mi dedico ai più sfortunati, sono felice così

  1. Brava Loretta!!! Ho letto di Mickey nel “Il ventunesimo gatto libro primo” e così ho cercato la storia. Hai tutta la mia ammirazione!

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