Regalo di Natale di Sala alle case popolari: di nuovo al freddo

Milano

Ci sono coincidenze divertenti nella vita. Che sono, appunto, solo coincidenze. Però fanno nascere cose come la Smorfia o le teorie del complotto. Ad esempio, dopo non aver votato Sala in massa, ci sono due caseggiati popolari, in via Rizzoli, che, una volta a testa, passano i giorni prima del Natale al freddo ed al gelo. L’anno scorso è toccato alle abitazioni dal 73 all’85. Quest’anno, per evidenti motivi di equità sociale, tocca a quelli dal 13 al 45. Però, per aumentare un po’ l’entropia, solo a quelli che stanno sopra il terzo piano. Parliamo di centinaia di famiglie che hanno i termo freddi e campano col caldo dei vicini, il calore animale, qualche stufetta elettrica e l’attrito con l’atmosfera di tutti i santi quotidianamente tirati giù. Solo che, se l’anno scorso si era trattato di un guasto improvviso, stavolta siamo di fronte a qualcosa di vagamente più grave. Perché le segnalazioni sono iniziate a Gennaio. Anzi, per essere precisi. Ad Aprile. 2015. Scusate se mi ripeto. Aprile. DUEMILAQUINDICI. C’era, ed a tutta evidenza persiste, un problema di pressione dell’acqua. Da Aprile 2015 ad oggi, le segnalazioni note, quelle di cui disponiamo del numero, sono una decina. Ovviamente, più fa freddo, più il problema diventa grave. E ieri mattina ha nevicato. Parliamo di case dove, in prevalenza, vivono anziani. Ci sono diversi disabili. Non sono resort a sedici stelle. Ed al Comune pare non fregare assolutamente nulla. Tanto delle case popolari ci si ricorda tradizionalmente, a sinistra, solo in due momenti: prima delle elezioni, per chiedere voti. E dopo le elezioni, per chiedere soldi. In mezzo, che muoiano pure congelati gli abitanti, non è un problema di Sala.

Sul tema, per fortuna, c’è stata una mobilitazione bipartisan, che ha visto coinvolti in primis il nostro direttore, il consigliere De Pasquale, il quale dichiara:

“Un centinaio d famiglie inquilini di Mm sono da qualche giorno senza acqua calda e con riscaldamento che non supera i 15 c. Ciò accade a causa di guasti per i quali Mm ha da tempo annunciato interventi che pero non soon ancora avvenuti. É inammissibile che le mm continui a richiedere conguagli ingiustificati agli inquilini che devono pure stare al freddo mentre prosegue un intensa campagna acquisti di dirigenti.”

 Anche la Presidente del Terzo Municipio è immediatamente intervenuta sollecitando degli interventi. Che, però, se il problema è quello che è stato segnalato da un architetto ad un cittadino, ovvero che l’autoclave va sostituita, non si potrà certo risolvere da qui a Sant’Ambrogio. In generale, il punto, è che il Comune non ha la forza e non ha le competenze per fare il gestore del proprio patrimonio. Troppe rogne, troppo grande, troppo costoso, troppo inefficiente, troppo incrostato di interessi stratificati e tutti assolutamente legali. Ci mancherebbe. Comunque tali da lasciare al freddo quest’anno delle persone, del tutto innocenti. E che dovrebbero farci seriamente riflettere se l’attuale impostazione delle case “popolari” abbia ancora senso, o se si possa e debba superarla.

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