Vergogna, il governo umilia i terremotati: pagate le tasse e indebitatevi

Politica

Milano 4 Novembre – Ad un anno esatto dalla scossa che distrusse Norcia, la neo commissaria per la ricostruzione del Centro Italia Paola De Micheli, deputata Pd già sottosegretario all’Economia, ha trovato un modo originale per celebrare la triste ricorrenza: una circolare con cui ricorda che dal 16 dicembre i terremotati dovranno ricominciare a pagare le tasse, finora sospese per effetto della moratoria fiscale disposta dal decreto sisma.

La De Micheli scrive ai sindaci dei paesi terremotati che «dal 16 dicembre prossimo, per i titolari di reddito di impresa, di lavoro autonomo e per gli esercenti attività agricole riprenderà la riscossione dei tributi non versati, nonché dei tributi dovuti dal 1 al 31 dicembre 2017», ma – specifica la sottosegretaria di Palazzo Chigi – «senza l’applicazione di sanzioni e interessi» per le tasse non ancora pagate. Insomma chi ha un negozio distrutto o un’attività paralizzata dal terremoto del 2016, non verrà sanzionato per non aver pagato le tasse, da cui era peraltro esentato in via provvisoria. Troppa grazia. Ma il governo ha un’altra chicca in serbo per le aziende e i lavoratori terremotati del Centro Italia. Non hanno soldi per pagare le tasse? Che si indebitino con le banche per saldare i tributi dello Stato (che però non ha ancora ricostruito neanche un decimo dei paesi distrutti, mentre addirittura solo il 9% delle macerie è stato rimosso).

Informa ancora la De Micheli che «l’Abi e la Cassa depositi e prestiti hanno sottoscritto una convenzione che contiene le linee guida per la concessione di finanziamenti agevolati, finalizzati proprio alle ripresa della riscossione tributaria nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dagli eventi sismici a partire dal 24 agosto 2016». L’artigiano terremotato chiede un prestito per pagare le tasse, la Cdp garantisce il finanziamento che viene erogato dalla banca convenzionata, una dell’elenco allegato alla circolare (gli istituti sono Monte dei Paschi di Siena, Intesa San Paolo, e poi tre banche di credito cooperativo). Terremotati, dimenticati dallo Stato, e pure indebitati per pagare le tasse: il massimo della beffa. «È una presa in giro, non hanno idea di come viviamo qui» tuona Cristina Gentili, sindaco di Bolognola, comune terremotato dell’Appennino marchigiano. «Le attività che non sono ripartite dovranno pagare le tasse anche se non hanno incassato niente. Ma anche chi è rimasto aperto è in difficoltà, nessuno qui lavora più come prima. Stiamo ripartendo da zero. Per questo chiediamo che le tasse vengano cancellate per tre anni, visto quello che ci è successo e tutte le tasse che paghiamo. Per una volta il governo potrebbe regalare dei soldi agli italiani, invece che alle banche».

La sindaca ha parlato proprio ieri con la commissaria De Micheli, che ha spiegato di non aver deciso lei ma di essersi trovata già tutto predisposto dal predecessore Vasco Errani. «Per i terremotati è una vera doccia fredda, nonostante l’economia ancora in ginocchio, le macerie da rimuovere e gli oltre 30mila sfollati, lo Stato torna a batter cassa mentre tra le montagne del Centro Italia l’incubo di un nuovo inverno incombe» spiega Francesco Pastorella, coordinatore del Comitato Terremoto Centro Italia, in rappresentanza di 97 comitati presenti nelle quattro regioni colpite dal sisma. «È un duro colpo per chi nelle aree del cratere tenta di ritornare ad una normalità, quanto mai lontana ora che gli sforzi della ricostruzione non sono più alleggeriti dalle tasse».

Paolo Bracalini (Il Giornale)

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