Nel dopo Boccassini forse una svolta: profili delle candidate a sostituirla

Milano

Milano 31 Ottobre – Ancora qualche giorno e si conoscerà il nome di chi prenderà il posto di Ilda Boccassini, attuale procuratore aggiunto a Milano.

La nomina era attesa già lo scorso mercoledì al Consiglio superiore della magistratura. Concomitanti impegni dell’assemblea plenaria hanno suggerito al vicepresidente Giovanni Legnini di rinviarne però l’ufficialità.

A contendersi il posto di “Ilda la rossa”, due donne: Nunzia Ciaravolo e Laura Pedio.

Entrambe in servizio a Milano, la prima come sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello, la seconda come pm presso la Procura del Tribunale.

Per le regole interne alla magistratura, gli incarichi di procuratore aggiunto hanno durata quadriennale, con la possibilità di un solo rinnovo per altri quattro anni. In tutto, quindi, otto anni. E il 21 ottobre scorso sono scaduti gli otto anni nel ruolo per la Boccassini, fra i più stretti collaboratori del procuratore Francesco Greco.

“Ilda la rossa”, in una intervista, ha già dichiarato che tornerà a svolgere il ruolo di semplice sostituto procuratore presso il Tribunale fino al termine della sua carriera. Nessun altro incarico, quindi, per uno dei magistrati più famosi d’Italia.

Per sostituire la Boccassini avevano fatto inizialmente domanda oltre una decina di magistrati.

Ma chi sono queste due donne che si contenderanno il posto della Boccassini?

I curricula sono  di ottimo livello per entrambe. La Ciaravolo, con una anzianità di servizio maggiore, è stata pm e gip e vanta una esperienza nella missione KFOR, il programma di peace keeping in Kossovo finalizzato alla riorganizzazione dell’ordinamento giudiziario nella ex provincia Jugoslava. Nel periodo in cui l’attuale senatore Gabriele Albertini (Ap) rivestiva la carica di sindaco di Milano, insieme a Gherardo Colombo, ha composto il gruppo “Alì Baba”, una sorta di Anac, l’Autority di Raffaele Cantone, ante litteram per contrastare i fenomeni corruttivi.

La Pedio è invece molto nota alle cronache per essersi occupata di reati contro la pubblica amministrazione e di criminalità economica. Fra i suoi imputati eccellenti, l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, condannato in primo grado a sei anni di carcere per il reato di corruzione nella vicenda della Fondazione Maugeri di Pavia.

In questa nomina, pare inevitabile, entreranno in gioco dinamiche correntizie.

La procura di Milano è da sempre un “feudo” di Area-Md, la corrente della magistratura “progressista”. Sia il procuratore Francesco Greco che altri quattro aggiunti attualmente in servizio sono legati al mondo delle toghe di sinistra. La nomina della Pedio si inserirebbe nel solco della continuità.

La Ciaravolo è invece iscritta a Magistratura indipendente, la corrente di “destra” delle toghe. La sua nomina sarebbe quindi un segnale di cambiamento.

E sempre in tema di nomine si segnala quella di Antonello Mura a procuratore generale di Venezia.

Per un periodo capo dipartimento del Ministero della Giustizia è stato anche consigliere del Csm. Nel 2013 rappresentò l’accusa in Cassazione nel processo Mediaset che, oltre alla condanna, determinò la decadenza di Silvio Berlusconi.

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