Milano: cosa c’è da vedere in periferia

Milano

Palazzi storici, chiese antiche, installazioni moderne, ex fabbriche-museo. Ogni rione ha qualche gioiello che testimonia storia ed evoluzione di Milano

Milano 1 Ottobre – L’antica abbazia in una zona dove ti aspetteresti solo grattacieli. L’artista newyorkese che sceglie una parrocchia per la sua installazione. Il quartiere avveniristico, la storica tenuta di campagna della nobiltà milanese… Fuori dai circuiti turistici, le periferie nascondono un patrimonio artistico e architettonico che molti ignorano.

L’antica abbazia che si svela appena girato l’angolo in una zona dove ti aspetteresti solo palazzoni di decine di piani. L’artista newyorkese di grido che sceglie una parrocchia per la sua installazione. Il quartiere avveniristico che centinaia di architetti all’anno vengono a studiare. La storica tenuta di campagna della nobiltà milanese che oggi è diventata cascina di città.

Fuori dai circuiti turistici più tradizionali, per molto tempo dimenticate, oggi sfiorate dalle guide mainstream e rilanciate da quelle di nicchia, le periferie milanesi nascondono un patrimonio storico, artistico e architettonico che tanti ignorano. Ma basta un pizzico di curiosità per scoprire che ogni zona ha i suoi tesori fuori mano.

MAGGIOLINA E BICOCCA

Popolare uno, borghese l’altro, tra la Maggiolina e la Bicocca sorgono due dei quartieri più affascinanti e pittoreschi della città. Il primo è lo stravagante complesso della case igloo di via Lepanto: otto piccoli edifici a cupola (nella foto d’apertura) realizzati in mattoncini rossi nel 1946 grazie all’idea dell’ingegnere Mario Cavallé. L’altro, più di interesse storico che architettonico, è Borgo Pirelli: costruito all’indomani della prima guerra mondiale dalla Pirelli per i suoi lavoratori oggi, anche se mal conservato, è uno degli esempi più significativi in Italia di quartiere operaio nello stile delle città-giardino inglesi.

STADERA

Nella periferia Sud, una delle più difficili della città, c’è una chicca nota agli appassionati di arte contemporanea, meno ai “profani”. La chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, realizzata dall’architetto Giovanni Muzio, dal 1997 ospita l’ultima opera dell’artista americano Dan Flavin, un’installazione colorata di luci al neon che, quando fa buio, regala uno spettacolo molto suggestivo.

MACIACHINI

Non lontano dal piazzale, in via Resegone, svetta il murale più alto d’Italia, la ciminiera Branca. Ai suoi piedi, per chi è interessato ai manifesti pubblicitari d’epoca, la galleria-museo delle distillerie Branca vale un giro. Non lontano, in via Imbonati, appena un paio d’anni fa è stata inaugurata la un esempio di edilizia residenziale molto innovativa, che supera in altezza la vicina ciminiera della ex Carlo Erba, reperto di archeologia industriale della zona.

LORETO E VIALE MONZA

Vicino a piazzale Loreto, al confine con Città Studi, sorge una delle chiese più antiche di Milano, la Quattrocentesca abbazia del Casoretto che al suo interno custodisce un trittico attribuito al Bergognone (cosa che alcuni contestano ). Proseguendo verso viale Monza, in piazza del Governo Provvisorio, zona recentemente riqualificata, Cascina Turro, edificio del Quattrocento, è stata la sede del governo provvisorio della Lombardia dopo le Cinque giornate.

SAN SIRO GALLARATESE E BAGGIO

Racchiuso tra l’Ippodromo e il Monte Stella c’è uno dei complessi più studiati da storici ed architetti, il QT8. Progettato da Piero Bottoni nell’ambito dell’ottava edizione della Triennale di Milano svoltasi nel 1947, è un quartiere sperimentale che, per il periodo in cui fu realizzato, tra gli ampi spazi verdi e i primi prefabbricati di quattro piani realizzati in Italia, fu salutato come un progetto visionario. Spingendosi ai margini della città, nella zona del Gallaratese, c’è un’altra attrazione che ogni anno è visitata da moltissimi studenti e architetti, il complesso residenziale Monte Amiata di via Cilea 106. Costruito tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta è un agglomerato di case popolari progettate dal celebre architetto milanese Aldo Rossi e dal romano Carlo Aymonino. Sempre in questa macro area della città, poi, si trova uno dei parchi più belli di Milano, il parco delle Cave, una vera e propria oasi naturalistica. Al confine con questo polmone verde c’è Baggio, uno dei borghi medievali più pittoreschi della città, dove una passeggiata vale il viaggio.

NIGUARDA

È difficile immaginarsi un ospedale come meta turistica, eppure, per i cultori dell’architettura razionalista degli anni Trenta, il Ca’ Granda, voluto da Mussolini e inaugurato nel 1939, racchiude al suo interno alcune opere degne di nota. Oltre alla chiesa di Santa Maria Annunciata, all’ingresso si possono ammirare i gruppi scultorei di Arturo Martini e di Francesco Messina.

Federica Venni (Repubblica)

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