Una chiesa su quattro imbrattata «Rispettare il valore artistico»

Milano

Report su 165 luoghi di culto. Cleaning day in via Giotto

Milano 1 Ottobre – Ormai neppure i luoghi di culto si salvano dai blitz dei writer vandalici. Almeno questo emerge da un report, unico nel suo genere, realizzato dall’esperta del fenomeno Fabiola Minoletti: verifiche sul campo e analisi sulle mappe disponibili on line parlano di una chiesa imbrattata su quattro. Ecco i numeri: su 165 chiese, 120 sono risultate pulite, mentre in 39 casi sono stati riscontrati graffiti e tag di varia natura; nei restanti 6 casi, non è stato possibile accertare lo stato dei muri perimetrali degli edifici. In sostanza, il 25% delle chiese di Milano è finito nel mirino delle bande di writer.

Ed è una novità rispetto al passato, spiega Minoletti: «Una volta i graffitari avevano rispetto per quattro tipi di manufatti: portoni, pezzi di street art, monumenti e chiese». Ora non è più così, come si evince anche dalle foto allegate al corposo dossier. Dalla zoccolatura della Basilica di Sant’Eustorgio a Sant’Ambrogio lato via Lanzone, dalla chiesa Gesù Giuseppe e Maria di via Mac Mahon a quella della parrocchia Immacolata Concezione di piazza Frattini, nessun quartiere è immune dalle bombolette spray. Anzi, l’impressione è che tanti dei 120 luoghi di culto finora rimasti immuni siano stati «salvati» dalla presenza di recinzioni. «Le chiese devono essere rispettate sia perché sono luoghi di culto sia perché spesso hanno un valore artisticostorico, chiosa Minoletti. A tal proposito, proprio stamattina (ndr ieri) 70 volontari del Club Rotary Milano Castello, coordinati dal Comitato Abruzzi-Piccinni e dal Coordinamento dei Comitati milanesi, entreranno in azione in via Giotto 23 per ripulire i muri esterni della chiesa di San Pietro in Sala. Obiettivo di giornata (appuntamento alle 9.30): rimuovere 700 scritte da una superficie di 250 metri quadrati con idropitture e smalti acquosi.

Nicola Palma (Il Giorno)

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