Il Comune e il suo piano periferie: soldi solo a pagliacci e graffitari

Milano

Soldi a pioggia per clown, 50 nuovi murales e feste nei cortili. Il centrodestra: progetti discutibili.

Milano 28 Settembre – Le periferie di Milano devono accontentarsi degli spiccioli. E pensare che i sobborghi della metropoli dovevano essere «l’ossessione» del sindaco Beppe Sala. Per il «Bando alle periferie», però, è spuntato un finanziamento comunale di circa 540mila euro.

A spartirsi la somma, oltretutto, ci saranno anche spettacoli di clown in via Padova, feste nei cortili, 50 nuovi graffiti di street art. Il centrodestra: progetti discutibili. Tra spese faraoniche per disseminare la città di piste ciclabili e finanziamenti a cascata in favore dei migranti, le periferie di Milano devono accontentarsi degli spiccioli. Pensare che i sobborghi della metropoli dovevano essere «l’ossessione» del sindaco Beppe Sala, che ne ha fatto persino il suo cavallo di battaglia in campagna elettorale.

Che le cose non stessero procedendo nella giusta direzione lo si era già capito mesi fa, quando il segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati chiese esplicitamente all’amministrazione rossa di creare un assessorato ad hoc per tentare di smuovere le acque, fino a quel momento stagnanti. Ora, veniamo alla fredda evidenza dei numeri: per il Bando alle periferie è stato stanziato un misero finanziamento di 540mila euro. Briciole, se pensiamo alle somme stanziate per ben altre iniziative, ma procediamo con ordine. A spartirsi la somma saranno 14 progetti sociali, culturali ed economici per i 5 ambiti territoriali di Giambellino/Lorenteggio, Adriano-Padova-Rizzoli, Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare, Niguarda-Bovisa e Qt8-Gallaratese. I contenuti, però, lasciano perplessi: tra tour dei graffiti, iniziative di «autonarrazione» biografica per rinsaldare il rapporto tra giovani, anziani e migranti e persino spettacoli di clowneria in via Padova viene da mettersi le mani nei capelli. Tant’è che la consigliera Silvia Sardone (Fi) parla di un «clamoroso flop. Nel concreto i cittadini delle periferie non hanno visto nulla e tutto si riduce a fondi a pioggia alle associazioni per progetti discutibili come decine di migliaia di euro per attività rivolte agli stranieri. La sinistra parla tanto di periferie senza capirne appieno i problemi, come le difficoltà legate a degrado e insicurezza». Anche per Matteo Forte (Milano Popolare) si tratta di «un intervento modesto che denuncia la difficoltà di questa amministrazione sul tema».

Del resto, persino Mirko Mazzali (delegato dal sindaco alle Periferie) chiede a Palazzo Marino un impegno maggiore: il prossimo anno sarebbe opportuno un bando biennale da «almeno 2-3 milioni di euro da devolvere direttamente alla Direzione periferie, senza passare dai vari assessorati». Un’altra richiesta è quella di snellire la burocrazia e di estendere il piano fuori dai 5 ambiti, andando a comprendere anche i quartieri San Siro e Quarto Oggiaro, Gratosoglio e Ortica. Ora, risulta difficile pensare alle periferie come a una priorità assoluta del Pd, dato che all’interno dei 540mi1a euro stanziati ci sono anche i soldi stanziati per impartire «lezioni di finanza» ai rom, all’interno di un progetto complessivo da 1,8 milioni di euro, come documentato da Libero lo scorso 3 settembre. Il «piano di risparmio» coinvolgerà i 150 ospiti del Cat (centro di accoglienza temporanea) di via Sadie/ Bonfadini, i 110 del Caa (centro per l’autonomia abitativa) di via Novara, oltre alle famiglie residenti nei campi rom regolari di via Bonfadini, Chiesa Rossa, via Negrotto, via Impastato e Villaggio Martirano. Per non parlare dei 120 milioni di euro complessivi che il Comune ha indicato nel Pums (piano urbano della mobilità sostenibfle, p.351) per la realizzazione di piste ciclabili, come evidenziato dal consigliere di Municipio 7 Francesco Giani (Ln).

A scagliarsi contro il Comune è Gianluca Comazzi (Fi): «Oltre al flop del piano periferie, la sinistra lascia che le case popolari cadano a pezzi e riduce gli aiuti ai nostri anziani per sperperare soldi pubblici con piste ciclabili poco utilizzate e di cui possiamo fare a meno e con aiuti spropositati in favore dei migranti che affollano la nostra città». Clown in via Padova per la festa di carnevale nel marzo scorso IFtgJ

Andrea E. Cappelli (LiberoMilano)

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