Parla il titolare del chiosco “Nel parco dopo il tramonto furti e bivacchi”

Milano 19 Settembre – In poco meno di tre mesi ha subito un danno da oltre 6mila euro. Ad essere bersagliato dai ladri è Ivan Raviele, 41enne e titolare del chiosco Sugar di Ripa di Porta Ticinese 79, a ridosso del parco «Robert Baden-Powell». Non è un avvertimento per questo originale chiringuito di ispirazione hawaiana, molto apprezzato dai cultori di rum – tra le 30 etichette anche l’eccellente Caroni. «È l’intero quartiere vittima di degrado da due anni a questa parte. Per me è stata un’estate da dimenticare… quattro denunce alla polizia in meno di tre mesi» si lamenta Raviele, 20 anni di esperienza nella night economy, anche come direttore al Bar Magenta. «E dire che ho aperto questo locale nel 2006 con l’idea di creare sui Navigli un piccolo angolo di relax, simile ai chioschi balneari… Ma quest’anno è stato terribile».

Cosa le hanno rubato?

«La stagione è partita male a giugno. Mi hanno sottratto il portafogli che avevo appoggiato inavvertitamente su una mensola. Dopo pochi secondi non c’era più. Ho bruciato così l’incasso della serata, 800 euro. A luglio mi hanno aperto il box che utilizzo come magazzino, portandomi via attrezzatura, casse di liquori e spumanti, per un totale di mille euro. Ad agosto è stata la volta di una mia bicicletta e di altre quattro sponsorizzate che usavamo come arredo. L’ultimo episodio risale a 10 giorni fa…»

Cosa è successo?

«Hanno tentato di rubarmi la macchina che avevo parcheggiato qui vicino. Il tentativo non è andato a buon fine ma mi ha procurato danni alla serratura e all’impianto elettrico dell’auto. L’autoradio è scomparsa. Le macchine qui sono un bersaglio».

Non è l’unico ad essere stato preso di mira?

«No. Il giorno successivo i ragazzi di un’agenzia di eventi hanno subito il furto di Ipad e portafogli dentro il furgone. E poi ho raccolto la testimonianza di parecchi turisti che sono passati da me a chiedere se avessi trovato i loro documenti. Il racconto è il medesimo: gente che ha lasciato le valige in macchina e al ritorno non le ha più ritrovate. La cosa strana è che nessuna autovettura abbia subito alcun segno di effrazione. Viene da pensare che chi compie queste razzie possieda un telecomando passepartout per aprire le portiere».

Una banda specializzata?

«Questo non tocca a me a dirlo. Certamente è gente organizzata. Non è purtroppo l’unico fenomeno di quest’estate. Ci sono anche i rave illegali nel vicino parco Baden-Powell».

Quanti?

«Almeno sei o sette finora, mai così tanti come nel 2017. Io devo chiudere tassativamente alle 2 di notte. Loro possono andare avanti con la musica “a palla” fino a notte fonda, vendendo illegalmente alcool e lasciando sporcizia al termine».

La soluzione è recintare il parco?

«Non credo, basterebbe intensificare i controlli. Speriamo che al civico 83, dove sorge una casa di ringhiera abbandonata, apra prima o poi un ostello. Il degrado scomparirà solo se la zona si “accende” di vita, non coi cancelli».

Annamaria Lazzari (Il Giorno)

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