Dove ha intenzione di mettersi Sala le nuove bici del bike sharing?

Milano

Milano 19 Settembre – Nulla che non avessimo già previsto, ma i nodi stanno venendo a galla. La geniale idea delle bici che puoi lasciare ovunque mostra il suo più grande limite: le bici lasciate, beh, ovunque. Cioè nel punto più comodo per l’utente in quel momento. Posto che, spesso, è sui marciapiedi. Cioè illegalmente. Io vengo da una città dove le due ruote sono, letteralmente, ovunque. Ed ovunque implica che i parcheggi vietati dal codice della strada siano la stragrande maggioranza. Per mille motivi, il primo è che i posti legali sono sempre pochi. Il secondo è che non ha alcun senso pedalare per lasciare il biciclo in stazioni prefissate e lontane magari dalla destinazione. Il terzo è che, di fondo, il ciclista di alcune regole, semplicemente, se ne frega. È la natura delle cose. E non è precisamente una novità. Poi uno legge queste cose:

Uno dei motivi per cui il parcheggio sui marciapiedi è quasi obbligato è la carenza di rastrelliere. In città al momento ci sono 8.300 stalli pubblici per le bici che entro la fine dell’anno dovrebbero diventare 9.700. A questi, promette Granelli, se ne dovranno aggiungere altri 800, pensati appositamente per i servizi di free floating e da posizionare vicino alle stazioni. Ma anche così, il numero totale degli stalli non raggiunge ancora quello dei mezzi a due ruote in sharing che si troveranno in città (12mila). “Che ci siano dei problemi all’inizio è fisiologico – aggiunge Felici – , anche perché gli utenti devono imparare come utilizzare le biciclette e conoscere i regolamenti sulla sosta. Per quanto ci riguarda, invitiamo gli utenti a segnalarci i parcheggi non a norma. Per il momento, quando vediamo che qualcuno ha parcheggiato male, li avvisiamo tramite una telefonata”.

La fonte è Repubblica. E sorgono mille domande. La prima è: come fai a fare un bando per 12 mila biciclette e non preoccuparti di fargli dodicimila posti legali? Cioè, davvero? La seconda è: ma se hai problemi dopo l’arrivo di 800 bici su 12 mila, cosa succederà quando saranno più di dieci volte tanto? Ma, soprattutto, quando la gente viene chiamata a casa cosa risponde? Io un’idea ce l’avrei:

“Buongiorno, siamo di Mobike”

“Buongiorno, cosa volete?”

“Lei lo sa, caro utente”

“No, ed avrei da fare”
“Eh, ha parcheggiato fuori dagli stalli di sosta. Lei sa che non si fa”

“Ma non c’erano stalli di sosta là attorno”

“Fa niente, doveva trovarne uno”

“Il primo era ad un km di distanza!”

“Beh, che problema c’è? Poteva lasciarla là e poi prendere una bici delle nostre per arrivare dove doveva, no?”

“…”

“Pronto? Pronto? Niente, ha riattaccato anche questo, chissà perché…”

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