Sala, Granelli e quel bando assurdo per gli scooter

Milano

Milano 24 Luglio – Lo Stato, nei confronti dell’economia, è come un marito violento: se non viene allontanato rischia di ucciderla. E quando non ci riesce, rende comunque a tutti la vita impossibile. L’esempio di giornata è lo scooter sharing ovvero il servizio di condivisione dei motorini, il cui bando viene rilanciato, con il precedente scaduto qualche mese fa. E non rinnovato. Granelli qui ha superato se stesso. Davvero, le richieste hanno dentro delle piccole gemme, delle perle rare, dei tranelli per pirla che sono certo decreteranno un’affluenza mai vista alla gara. Ve le elenco in ordine sparso:

  1. Da Il Giorno: Tutti gli scooter potranno parcheggiare liberamente in città, là dove consentito . Evviva! Vi immaginate che sfortuna sarebbe stata se non avessero potuto liberamente parcheggiare nelle aree appositamente designate?! Sarebbe stato ben strano. Ma magari qualcuno aveva pensato ad un modello di mobilità stile Olandese Volante, per cui una volta a bordo potevi scendere solo un giorno ogni dieci anni e potevi farti sostituire alla guida solo sacrificando la vita di un altro scooterista. Invece no. No, Granelli, deciderà dove puoi parcheggiare, ma là dentro e solo là forse, potrai essere libero di fermarti. Non abbiamo mica a che fare con una manica di cialtroni, questa è gente seria e preparata neh!
  2. Il regime è di libera concorrenza, e potranno partecipare sia soggetti pubblici che privati. Non siete travolti anche voi da tanta libertà? Pensate, potranno partecipare sia soggetti privati, che devono produrre profitto e su quel profitto vengono rapinati dallo Stato, sia soggetti che possono essere pacificamente in perdita, tanto vengono sovvenzionati dai primi. Direi che siamo davanti ad una gara ad armi pari e senza alcuna fregatura. Me li vedo e me li immagino i privati in fila, con ATM o Ferrovie Italiane che sghignazzano in un angolo, dovendo solo decidere quando spenneranno il pollo, se prima o dopo la fine della gara.
  3. Verranno favoriti in particolare i veicoli elettrici, che peraltro dovrebbero competere con BikeMi, cioè mettersi a lottare con un altro servizio sostanzialmente identico. Wow. Anche qui mi aspetto piogge di offerte.
  4. Ogni scooter ha con sé l’ennesimo taglieggiamento: 100 euro di corsi di sicurezza stradale. Sai mai che dopo aver preso la patente, quindi aver sostenuto un corso, o comunque studiato, fatto un esame ed essere quindi stato abbastanza valutato, non serva un altro inutilissimo corso, per dire alla gente di comportarsi in maniera intelligente in strada. Io spero, mi auguro e prego, che lo Stato non si metta mai a fare bandi per la distribuzione di profilattici ai giovani. Altrimenti sono certo che qualcuno proporrebbe corsi teorico pratici per tutti gli utilizzatori.
  5. In ultimo, la domanda vera che tutti dovremmo farci è: perché solo un operatore? Perché non sei o sette? Perché il Comune deve entrare anche in questo settore? Airbnb ha avuto bisogno dello stato per nascere? Ed Uber? E Blabla Car? No, tutte le VERE imprese di sharing sono nate NONOSTANTE lo Stato. Sempre ladro. Che, quindi, otterrebbe assai migliori risultati occupandosi di cose che gli pertengono, tipo la sicurezza. Quella vera. Quella che serve ad impedire ai poliziotti di venire accoltellati da persone che 24 ore dopo sono libere. Per capirci eh.

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