Come usa il Comune i soldi incassati dalle multe?

Milano

Milano 13 Giugno – E’ solo una questione di interpretazione della legge, riferiscono dal Comune. Ma è incontrovertibile che le buche che si moltiplicano nelle strade stiano lì a testimoniare incuria e menefreghismo . Riferisce Repubblica : “ La questione, come spesso accade, è quella dell’interpretazione più o meno rigida di una disposizione di legge. Perché, ad esempio, l’ammortamento dei mutui per la segnaletica stradale, il canone per l’illuminazione delle strade, gli straordinari dei vigili si possono considerare voci legate alla sicurezza stradale, al potenziamento della segnaletica e delle attività di controllo della polizia locale? Su questa domanda si gioca, da anni, la polemica su come i Comuni utilizzano i proventi delle multe per la violazione al codice della strada: dal 2010 a oggi, considerando anche la previsione di quest’anno, Milano ha destinato oltre un miliardo di euro a questi capitoli, rispondendo così a un obbligo di legge. Ma, appunto, l’interpretazione su come vadano spesi quei soldi non è sempre univoca.

L’articolo 208 del decreto legislativo 285 del 1992, modificato dalla legge 120 del 2010, stabilisce che almeno il 50 per cento del gettito realizzato dalle sanzioni amministrative pecuniarie venga utilizzato dal Comune per capitolo vincolati. In particolare, una quota non inferiore a un quarto di quel 50 per cento per interventi di sostituzione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma e manutenzione della segnaletica, un altro quarto al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni stradali, anche attraverso l’acquisto dei mezzi e delle attrezzature necessarie e la restante metà per “altre finalità”, come la manutenzione delle strade, l’installazione, il potenziamento e la manutenzione delle barriere, la sistemazione del manto stradale, gli interventi a tutela degli utenti disagiati, i corsi di educazione stradale, gli interventi per la mobilità ciclopedonale.

Già all’epoca della giunta Albertini Milano si è adeguata, approvando ogni anno una delibera con la specifica delle singole voci da coprire con la metà dell’incasso previsto dalle multe per quell’anno. Così, se nel 2005 poco meno di 54 milioni venivano destinati a polizia locale, manutenzione ordinaria dei semafori e della segnaletica, fornitura di energia elettrica per i lampioni, nel 2017 quella cifra è aumentata considerevolmente, con l’aumentare delle multe. La giunta Sala, quindi, ha appena firmato la delibera che assegna 72,3 milioni di euro ai tre macro-capitoli previsti. Nelle specifiche, però, si leggono appunto molte voci, come quelle sugli “interventi assistenziali e previdenza complementare del personale della polizia locale” (1 milione), o l’ammortamento dei mutui per le strade (13,6 milioni), ma anche 30mila euro per la campagna di educazione stradale e 70mila per la convenzione “Nonni amici” (che aiutano i bambini ad attraversare le strade davanti alle scuole). Cifre importanti (oltre 14 milioni) vanno agli straordinari dei vigili e alla manutenzione ordinaria della segnaletica (9 milioni).

La consigliera di Forza Italia Silvia Sardone ha annunciato di aver presentato un esposto alla Corte dei conti, alla procura e alla prefettura, indicando quale, secondo lei, sarebbero le violazioni nell’utilizzo degli incassi tra il 2014 e il 2016 e anche la cifra che sarebbe stata spesa indebitamente: 180 milioni. “Quei proventi non possono essere investiti nelle spese ordinarie, coperte dalla fiscalità generale”, spiega la consigliera, indicando come utilizzi dubbi proprio la manutenzione ordinaria della segnaletica, dei semafori e dell’illuminazione pubblica, i “normali straordinari degli agenti”, le spese di manutenzione ordinaria di reti telematiche, radio, centrali del traffico, i canoni di gestione. A Sardone risponde l’assessore al Bilancio Roberto Tasca, premettendo che “Milano non trasgredisce la legge e non ho nessuna notizia su destinazioni anomale negli anni passati”. E aggiunge: “C’è sicuramente un tema di interpretazione della legge, ma noi a quella ci atteniamo: se dovessero chiederci spiegazioni le forniremo”.

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