Locanto, Municipio 2: “Abbattiamo i muri per costruire il verde”

Milano

Milano 7 Giugno – Non è cosa di tutti i giorni, ma anche i cimiteri, talvolta, muoiono. Quando succede, di norma, si lasciano dei vuoti. Ha a che fare con la parte più profonda di noi, probabilmente. Il problema, purtroppo, è che nelle città non esistono i vuoti. Esistono solo aree che non sono ancora state riempite. Ecco, la storia dell’ex Cimitero di via del Ricordo, che ci racconta il Consigliere Lo Canto, decano del consiglio del Municipio 2 e storica voce di via Pontenuovo, ha come soggetto proprio un ex cimitero, andato in pensione.

Cominciamo dall’inizio, quando ha cessato di prestare servizio il camposanto di via del Ricordo?

Da almeno 30 anni, ma forse sono 40. Ormai se ne è persino persa la memoria. E di sicuro da almeno altrettanto tempo non è stato riqualificato.

So che è una sua battaglia storica.

Certamente, la prima mozione sul tema risale al 2005. Poi ce n’è stata un’altra nel 2012 (me la mostra, ci sono più firma che sulla dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. È una delle poche mozioni bipartisan di quella legislatura. Non una cosa facile, ma il professore non è per le cose facili. È per quelle utili, anche quasi impossibili). E la battaglia continua.

Che problemi ci sono stati nel tempo?

Nel 2005 era diventato un ricovero di sbandati. Si era, quindi, deciso di farci 38 case popolari. Era un bel progetto targato giunta Moratti. Purtroppo non se ne fece nulla, anche perché nel frattempo era cambiato Sindaco. Pisapia nel 2012/2013 fece pulire il terreno, bonificandolo. Poi, però, il Comune se ne è dimenticato, lasciando là il container usato dagli operai, che ha trasformato, nuovamente, l’area in un rifugio di fortuna per stranieri senza fissa dimora. Contribuendo al degrado della zona.

Che altri problemi ci sono in via del Ricordo?

Moltissimi, uno di questi è che, proprio davanti alle porte del cimitero la gente scarica rifiuti di ogni tipo.  Amsa arriva, ritira l’immondizia e qualcuno provvede a ricreare il cumulo. In un lavoro senza fine e senza logica alcuna.

Insomma il problema è che la zona, sia detto senza ironia alcuna, è piuttosto morta. Come pensa si possa migliorare?

Vicino all’ex cimitero, dall’altra parte del muro ci sono i box di via del Ricordo angolo via Caroli. Sono box interrati, sopra c’è un piccolo giardino. Ecco, se abbattessimo i muri e unissimo le due aree avremmo un piccolo gioiello che farebbe rivivere l’area. Piantando alberi dove c’erano le tombe, portando le risate dei bambini al posto del silenzio e la vita dove ora c’è abbandono. Naturalmente, non va dimenticata la sicurezza. Ma non può esserci sicurezza e lotta al degrado dove ci sono il vuoto e dove manca la partecipazione della popolazione. Sarebbe un bel progetto, con costi tutto sommato contenuti. Speriamo che, ancora una volta, ci sia un’intesa bipartisan. E, dove oggi sorgono muri, domani crescano le piante.

1 thought on “Locanto, Municipio 2: “Abbattiamo i muri per costruire il verde”

  1. Perché non collocarvi quel bel tempio buddista abbandonato in zona expo?
    Non si può abbattere perché è un monumento è lì abbandonato e chiuso, dall’autostrada lo si vede splendere quando il sole batte sul tetto dorato, insomma è bello.

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