In Lombardia 60 Moschee abusive. Da chiudere. SUBITO!

Lombardia

Milano 5 Giugno –  “I fatti di Londra confermano, ancora una volta, come l’iniziativa di chiedere ai sindaci della Lombardia di monitorare i luoghi di culto, e in particolare quelli di fede islamica, sia non solo utile, ma necessaria“. Lo afferma Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio che, precisa, è stata delegata dal presidente Maroni a porre in essere tutti gli interventi utili ad contrastare il radicalismo islamico.

“In Lombardia – aggiunge Beccalossi – abbiamo approvato una legge urbanistica sui luoghi di culto che ha tra gli obiettivi principali quello di garantire sicurezza per i cittadini. A margine di questo provvedimento, abbiamo chiesto ai sindaci, su base volontaria, di collaborare con noi indicandoci la mappatura dei luoghi di culto ed eventuali ‘dubbi’ sulla legalità degli stessi. Hanno risposto in 707 e oltre una sessantina sono le criticità finora emerse riguardanti soprattutto centri islamici che altro non sono che moschee illegali. L’esito del monitoraggio ci è stato richiesto e quindi consegnato a rappresentanti del ministero dell’Interno, della Prefettura di Milano, della Polizia e dei Carabinieri”.

Così l’assessore Regionale e poco c’è da aggiungere. O meglio, solo una cosa c’è da dire. Molte volte, da queste pagine virtuali lo abbiamo detto, la legge Regionale ha un buon obiettivo, ma sta mietendo vittime incolpevoli. La legge è uguale per tutti, ma gli Evangelici che si sono visti chiudere i luoghi di culto, sono forse l’obiettivo della legge? Formalmente, sì. Sostanzialmente? Oggettivamente c’è un problema di fondo difficilmente risolvibile, ma si spera che la giunta riesca a trovare un equilibrio. Che non può essere quello della Scavuzzo che si preoccupa che gli sfrattati Islamici poi diventino terroristi. Ma nemmeno quella di chiudere le chiese ai Copti in fuga dalle persecuzioni in Egitto, voglio sperare. La situazione non è facile, ma confidiamo nella saggezza Maronita. Non in senso religioso, ma politico.

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