Sala affonda con la Città Metropolitana nella melma dell’Idroscalo

La voce dei lettori Milano

Caro Direttore,

voglio segnalare una situazione che è una vergogna per Milano. L’Idrosalo rappresentava un’oasi felice per tante famiglie che non potevano permettersi di fare il weekend al mare. Era il “nostro mare” sorridente di verde e di fiori con le bancarelle dell’anguria e gli ombrelloni… Si faceva amicizia, si rideva, si faceva il pic nic.

Poi, piano piano, con l’Ombretta Colli, sono arrivati i campionati di canoa, i giochi per bambini..un vero paradiso.

Aspettare il primo caldo e sapere di poter trovare refrigerio lì era veramente bello.

Non si capisce come mai un luogo riqualificato, messo a nuovo e caro a tanti milanesi sia ora diventato un posto dove le alghe hanno ricoperto l’acqua e tutto richiama l’abbandono. Sembra addirittura che quest’anno non si riuscirà a ripristinare la balneazione.

Ho letto che, nel momento in cui alla Città Metropolitana sono state attribuite le competenze della Provincia, i fondi per una regolare e efficiente manutenzione dell’Idroscalo non ci sono più.

A me non interessa capire come sono suddivise le competenze, ma è chiaro che l’abolizione delle Province voluta da Del Rio è una legge fallimentare. Daltronde con l’avvento della Città Metropolitana dobbiamo lamentare situazioni pietose non solo per l’Idroscalo, ma anche per altri settori quali ad esempio i servizi pubblici per disabili.

Io che sono una persona comune e che leggo attentamente tutto quello che riguarda questa Città Metropolitana, per ora solo definita sulla carta, non vedo azioni costruttive da parte di un ente che parla soltanto di mancanza di fondi.

Mi piacerebbe sapere se Sala ricorda ancora di essere sindaco della Città Metropolitana. E cosa intende fare per ovviare a tutti i disservizi che l’avvento di questa istituzione ha portato.

Io passo spesso accanto all’Idroscalo e non posso che constatare l’ennesima delusione di un’amministrazione che pensa solo alle piste ciclabili e alle palme in piazza Duomo.

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Marcella

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