Milano va sott’acqua anche quando c’è siccità

Milano

Milano 13 Maggio – Sembra una barzelletta, ma non lo è. Milano ha l’infinita capacità, da sette anni a questa parte, di andare sott’acqua in qualsiasi condizione meteorologica. Può esserci il sole, la tempesta, la nebbia o esserci il periodo di siccità più lungo da trent’anni a questa parte. Niente. La città sotto il centrosinistra rischia di annegare lo stesso. Lo sanno bene i cittadini del gruppo Seveso basta inondazioni, come raccolte da Il Giorno:

 «È ritornato il nostro amico Seveso, non ci mancava per niente». «La parola chiave è mezz’ora. Sono 50 anni che vedo il Seveso esondare ma, per una pioggia così breve, mai». «È stata una bomba d’acqua pazzesca. Ero in via Taormina a proteggere a denti stretti la mia scuola di teatro andata già distrutta a luglio 2014. È vergognoso». Sono alcuni sfoghi comparsi sulla pagina Facebook “Stop esonda Seveso”. Commenti, video, foto. Su un’immagine in bianco e nero, la didascalia riporta l’anno: 1951. «Strada allagata come allora». E i commenti raccolti tra Niguarda e piazzale Caserta il giorno dopo la tempesta, coi bordi delle strade coperti di fango «e una puzza che fa venire la nausea», sono dello stesso tenore. «È una vecchia storia. Io ormai allargo le braccia», accusa Renato Petruzzelli.

Probabilmente le braccia allargate servono per restare a galla. Comunque un anno fa, suppergiù, andava sotto via Adriano, per colpa di un tubo. Le due cose non sono scollegate, sia chiaro. Mentre Sala decidere cosa mettersi per la marcia dei migranti (“Meglio un classico tricolore o un più sbarazzino papillon a pois?”), la città continua ad avere un problema di acque. Come mi insegnava il mio maestro politico, le città Italiane soffrono tutte dello stesso problema. Per settanta lunghi anni, ogni volta che si doveva scegliere tra rifare le fognature e costruire un impianto sportivo, vinceva il secondo. Per il banale motivo che i lavori delle prime le vedevi ogni giorno e ti causavano problemi, ma quando dovevi votare era tutto interrato. Quindi magari te ne dimenticavi. Ed in ogni caso i vantaggi, cioè la prevenzione di un disastro erano invisibili. Mentre l’impianto sportivo era là, bello lucido e nuovo anche la domenica elettorale. Il risultato sono città piene di impianti che non sappiamo come manutenere e che vanno costantemente sott’acqua. Ovviamente a Beppe nulla cala, lui marcia. E marciando farà ben attenzione ad evitare le periferie del Seveso.

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