Il Seveso esonda ma la Giunta pensa al corteo dei migranti

Fabrizio c'è Milano
Milano 13 Maggio – La notte tra giovedì e venerdì a  nord di Milano si è abbattuto un nubifragio. Milano ha subito l’ennesima esondazione del Seveso.
L’acqua è uscita per 20 minuti in zona Niguarda. Al Seveso si è aggiunto il cronico problema del tombini intasati e di una rete fognaria che non assorbe tutta l’acqua che in questi casi precipita.
Tutti i sottopassi per ore sono rimasti inagibili (via Negrotto, Via Stephenson, Piazza Carbonari).
Sembra un articolo di 10 o 20 anni fa. Invece e successo di nuovo.
Perché, nonostante gli annunci di Pisapia e Sala, nonostante gli stanziamenti di Governo e Regione, le opere per mitigare la furia delle acque non sono state realizzate. Sono ferme le numerose vasche di laminazione previste. Non è pronto il raddoppio del Canale scolmatore.
E perché? Perché nessun Comune, compreso Milano li vuole sul suo territorio, vanno bene nell’orto del vicino ma non a casa propria. E poi mi dite dove sono un Sindaco e degli Assessori che danno priorità ai progetti da realizzare, che sferzano i dirigenti pubblici che non vogliono caricarsi di responsabilità? Dove è la cultura delle opere pubbliche, chi segue che si realizzi quanto programmato qui?
Ancora qualche ora e poi l’attenzione di Sala e Majorino sarà tutta per il corteo dei migranti, mentre le vasche antiesondazione continueranno a rimbalzare tra un “approfondimento” e una “conferenza di servizio”. Così i Sindaci dell’hinterland, tra l’altro tutti dello stesso PD,  continueranno a fregarsene di Milano che finisce sotto il fango.

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