Piazza Castello, ennesimo progetto solita arroganza anti mobilità

Fabrizio c'è Milano

Milano 5 Febbraio – Nuova puntata del disastro Piazza Castello. Ieri è stato presentato il progetto vincitore del concorso di architettura. Non ce l’abbiamo con gli architetti che si sono esercitati ma col Comune che continua ad avere idee confuse e a seguire procedure bizantine.

Come è noto la Piazza fu chiusa senza lo straccio di uno studio di fattibilità. C’era un vertice dei partiti di sinistra e Pisapia, non sapendo cosa dire sul rilancio della Giunta, tirò fuori questo coniglio dal cilindro.
Poi si andò avanti improvvisando, con gazebo che vendevano frittelle ed Expogate piazzati a oscurare il Castello. Zero ascolto dei residenti, smog e congestione del traffico alle stelle nelle zone vicine a partire da Foro Bonaparte.
Poi fu la volta di un concorso popolare su una sistemazione temporanea lanciato sul sito del Corriere e del Comune. Ma la Giunta se ne infischiò del voto popolare e scelse quello delle “isole di neve”.
Ora abbiamo avuto un concorso di progettazione vero ma con un brief sbagliato dettato dalla Giunta: mantenere a tutti i costi l’isola pedonale lì, nonostante che il buonsenso chieda piuttosto di alleggerire dal traffico privato Foro Bonaparte e Largo Cairoli.
I pasticci degli incapaci amministratori di Milano, non sono però  finiti: c’è il progetto vincitore ma non ci sono i soldi per farlo. Saranno stanziati fra 2 anni e la piazza vedrà la luce nel 2021.
Nel frattempo l’ex area Expogate è un campo di patate, nei controviali riaperti ai tram e ai taxi si formano code perché non è stato predisposto un vero e proprio capolinea con pensiline e piattaforme in Via Ricasoli e gli utenti dei tram sono sballottati.
Insomma non c’è alcuna pianificazione ma solo c’è solo l’ostinazione di non ammettere l’errore e di imporre un ritorno alla epoca elitaria dalle carrozze per Milano. Così  avremo una piazza deserta  ai lati e la congestione del traffico in tutta la zona centrale.
Rimane solo una strada: far capire al Sindaco come la pensano i milanesi sulla vicenda.

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