La Milano violenta protagonista del nuovo noir di Alessandro Robecchi

Cultura e spettacolo

Milano 16 Gennaio – Un’opinione pubblica che cade sempre più nel panico a causa di alcuni omicidi seriali, un conduttore televisivo che si improvvisa detective per ritrovare un anello rubato e i mille volti di una Milano tanto violenta quanto malinconica. Sono questi gli ingredienti del nuovo romanzo di Alessandro Robecchi, il noir “Torto marcio” – Su ilLibraio.it un estratto.

Milano è la vera protagonista del nuovo romanzo di Alessandro Robecchi: una Milano violenta e cinica ma anche malinconica che traspare da un noir pieno di suspense e ironia.

Robecchi, autore di Manu Chao. Musica y libertad (Sperling & Kupfer), Piovono Pietre, cronache marziane da un paese assurdo (Editori Laterza), Questa non è una canzone d’amoreDove sei stanotte e Di rabbia e di vento (tutti per Sellerio) – nonché giornalista del Fatto Quotidiano e tra gli autori degli spettacoli di Maurizio Crozza, torna in libreria con Torto marcio (Sellerio), un poliziesco con chiare note di costume e critica sociale, che si svolge interamente nel capoluogo lombardo. (Il Libraio)

Tre sono infatti luoghi di Milano, vicini sulla mappa ma lontanissimi tra loro, in cui si svolgono le vicende che coinvolgono Carlo Monterossi, autore televisivo di una trasmissione trash (di cui si
vergogna), cultore di Bob Dylan e detective per caso, e il corpo di polizia vero e proprio (il sovrintendente Carella e il vice Ghezzi), chiamati ad indagare su una serie di omicidi sospetti.

Tra le pagine di Torto marcio prendono forma il quartiere malfamato attorno a San Siro, la questura dove lavora la polizia e l’abitazione dello stesso Carlo, il quale per aiutare la sua fidata collaboratrice a ritrovare un anello rubato, comincia un’indagine che va inaspettatamente a inciampare in quella sull’assassino dei sassi portata avanti dalla polizia – indagine che sta occupando le prime pagine di tutti i giornali.

E mentre la città cade sempre più nel panico all’aumentare del numero di omicidi seriali firmati con quel sasso bianco, liscio e rotondo, poggiato sul petto del cadavere, Carlo – “l’uomo curioso”, “l’uomo che risolve i problemi” – continua la sua caccia all’anello da San Siro a via Manzoni, dalle cantine degli alloggi popolari fino a un albergo sul lago. Finché i conti finiranno, amaramente, per tornare per tutti. ( IL LIBRAIO )

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